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Le notizie del Congresso di Nessuno Tocchi Caino. Siamo giornalisti o caporali?

 

Cos’e’ mai, signora mia, una notizia? Diciamo qualcosa di interessante, che colpisce l’attenzione di un potenziale lettore? Qualcosa che accade raramente, magari meraviglia? Ecco, signora mia, per caso e’ questa una notizia?
Se si, allora…Prendiamo un’organizzazione non partitica ma sicuramente politica, nel senso che fa azione militante nella polis e per la polis. Questa organizzazione si chiama Nessuno Tocchi Caino, si batte contro la pena di morte nel mondo, ha ottenuto, anni fa, tra l’incredulità e l’indifferenza dei piu’, che l’Onu approvasse a larghissima maggioranza dei suoi stati membri, una moratoria delle esecuzioni. Atto di forma, si dira’. Verissimo. Da allora i paesi che la pena di morte l’hanno abolita o sospesa in attesa di farlo, sono cresciuti. E’ un risultato parziale, da difendere e da ampliare. Ancora verissimo. Ma e’ un gancio, un appiglio, un passo nella giusta direzione.

Questa organizzazione ora, non bastasse la pena di morte, ha deciso di batterei anche per l’abolizione dell’ergastolo. Lo dice anche il Papa venuto da quasi la fine del mondo: basta torture, basta pena di morte, basta ergastolo, amnistia… Un Papa strano, venuto, appunto, da quasi la fine del mondo. Nessuno tocchi Caino e’ un’organizzazione laica, eppure non ha alcun imbarazzo a fare sue le parole di questo pontefice, anzi ne fa una sua bandiera, un programma. Bisognerebbe, un giorno, farla la storia di questa organizzazione: com’e’ nata, su impulso e idea di chi, come si muove…

Ma torniamo alla notizia”. Che fa Nessuno tocchi Caino? Un congresso. Normale. Dove? Dove appunto ci sono i Caini, anzi la massima concentrazione di Caini. Nel carcere di Opera, a Milano: pieno di ergastolani con l’ergastolo ostativo: quello fine pena mai, sempre. Lasciate ogni speranza, o voi che entrate. Nessuna possibilita’ di recupero, ne avete fatte tante, troppe, troppo gravi. Niente permessi, niente benefici, nulla. Li’ siete, li’ uscite solo da morti. Non si esce neppure se uno di voi e’ talmente malato che vi incidono la carne e amputano un dito, poi una mano, poi un piede, e vi fanno uscire un pezzo alla volta. E’ un NO a prescindere, preventivo. E questi Caini ti vengono a raccontare le loro storie, i loro “percorsi”, dea dove sono partiti, come sono arrivati dove sono. Non hanno motivo di sperare, si esprimono in modo a approssimativo. Non ti chiedono di dimenticare quello che hanno fatto, lo sanno perche’ sono li’,  ti dicono anche che non chiedono favori, clemenza, pieta’; ti chiedono, questo si’, una briciola di dignita’. Magari loro non si sono sognati neppure un istante di averla per le vittime di cui sono stati i carnefici, ma non e’ un buon motivo, questo perche’ sia loro negata. Noi non siamo come loro, noi siamo “altro”, siamo i civili. E pero’ noi che siamo “altro”, che siamo i civili, ci si comporta, nei fatti, come loro… C’e’ di che pensare…

C’e’ di che pensare quando, in quel congresso che si svolge dentro il carcere, interviene un magistrato, Santi Consolo, che e’ anche il responsabile del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Il capo delle carceri, insomma; che dice, Consolo? Che l’ergastolo ostativo e’ una barbarie, che l’ergastolo va abolito…lui lo dice? Si, proprio lui. Lo dice anche un apprezzato giurista, e’ presidente emerito della Corte Costituzionale, e’ stato ministro della Giustizia con il governo di Romano Prodi. Si chiama Giovanni Maria Flick. Dice che un tempo era favorevole al fine pena mai. Ora si e’ convinto che e’ una pena barbara, inutile. Va abolita. Rivendica anche per i Caini il diritto alla dignita’. Un messaggio arriva dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Anche lui, giurista; anche lui alle spalle un’esperienza alla Corte Costituzionale. Il fratello Piersanti gli e’ morto tra le braccia, ucciso dalla mafia. Chissa’ li’ a Opera c’e’ anche qualcuno degli assassini del fratello, qualche loro complice…anche Mattarella come Flick, come Consolo…che sta succedendo li’ a Opera? Non sono notizie? Non c’e’ di che scriverne? Che cosa pubblicheranno, e come, i giornali? Faranno dei titoli, ci saranno commenti, si apriranno dibattiti, confronti, le forze politiche plaudiranno, diranno che non si puo’, non si deve, oppure che e’ giusto, che…interverranno commentatori, giuristi, editorialisti, direttori, avremo articoli di fondo, analisi, possibili soluzioni, alternative? Insomma ci daranno possibilita’ e modo di riflettere, ragionare, conoscere?

No. Niente di tutto cio’. Silenzio. La “notizia”, le “notizie” c’erano tutte, buone notizie, interessanti, sorprendenti: tanti “postini che mordono il cane”. Se ne sia accorto qualcuno. Ma siamo giornalisti o caporali?

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