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A Roma una finestra da Gaza per parlare di Pace, Libertà, Giustizia

 

Giovedì prossimo, nel cuore del centro storico di Roma, alle 18,30 , si aprirà una finestra da Gaza. Nella Sala Santa Rita, la sede più prestigiosa tra quelle del Comune di Roma nelle quali si svolgono eventi artistici e culturali, verrà inaugurata una mostra con alcune delle opere di Majed Shala, Basel El-Maqousi e Shareef Sarhan,    tre artisti palestinesi che risiedono a Gaza  e sono i fondatori del collettivo “Shababik”, nato   nel 2003 con l’obiettivo di sostenere e formare giovani artisti  palestinesi.

Come si legge nella presentazione della mostra, <Windows from Gaza è l’occasione per entrare in contatto con la dimensione psicologica e interiore degli abitanti di Gaza, traendone uno spaccato della complessità che caratterizza il vivere in una condizione estrema di isolamento, oppressione e di totale oblio mediatico>. Le opere – continua la presentazione – < realizzate con materiali poveri a causa dell’isolamento e della difficoltà economica che da tempo affligge la Striscia di Gaza, dimostrano chiaramente come il gesto artistico sia uno strumento primario e universale di espressione di desideri e di stati d’animo>.

In questo senso  la mostra è  un’attestazione   incontrovertibile della “voglia di vivere” che anima la popolazione della Striscia come quella di tutta la Palestina, che pure in condizioni pesantissime dipinge, fa musica, teatro, cinema, letteratura e continua, ovviamente come e quando può, a coltivare i campi e gli olivi, ad allevare piccolo bestiame, a pescare. Insomma  a produrre arte, cultura e l’essenziale per vivere, fa sport. A Gaza e in Cisgiordania  la Resistenza è in primo luogo questo: non sopravvivere, ma, nonostante tutto e tutti, continuare a vivere, sperando e credendo che per la Palestina ci sarà un futuro. Un futuro che i Palestinesi vogliono di pace, di giustizia, di libertà e di dignità.

Dalla finestra da Gaza, che giovedì si aprirà a Roma, si vedrà tutto questo. Dalla  Sala Santa Rita, nel  linguaggio dell’arte, partirà rivolto a tutta la Città, a tutte le sue componenti,   un messaggio che sarà un inno alla vita: parlerà della speranza insopprimibile del Popolo Palestinese di  vivere in libertà   e  della sua fiducia  di poter costruire nella bellezza un futuro di pace.

E’ per diffondere questo messaggio  che da un’idea di Sergio Lo Cascio,  Fotografi Senza Frontiere, il Centro Italiano di Scambio Culturale “Vik” Gaza e  Shababik , la Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese hanno prodotto la mostra,  l’ Assessorato alla Cultura e allo Sport di Roma Capitale l’ha promossa,  Zètema le ha assicurato il supporto organizzativo, Andrea Camilleri e Annalisa Gariglio la stanno amichevolmente sostenendo, mentre Claudio Marchionni l’ha organizzata e Riccardo Antonucci ne ha curata la comunicazione.  Un collettivo che si è costituito appositamente e sul piano del più assoluto volontariato, nella  convinzione  che l’arte e la bellezza, affratellando,  possono dare un contributo essenziale alla costruzione di una  pace fondata sulla giustizia. Quella che si spera per Gaza, per tutta La Palestina, per l’intero Medioriente.

L’auspicio è che Roma, tutta la Città, in tutte le sue componenti  sappia cogliere il messaggio che promana da  Una Finestra da Gaza.

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