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Le parole di Papa Bergoglio, schiaffi che risvegliano le coscienze

 

E’ difficile non emozionarsi alle parole di Papa Bergoglio. Non serve  essere cattolici o semplicemente credenti perché si resti impressionati dalla sua forza di comunicazione. Le parole di Bergoglio arrivano come schiaffi  che risvegliano le coscienze.

Eppure parla di drammi che ascoltiamo o leggiamo ogni giorno, tragedie alle quali un po’ per egoismo un po’ per sopravvivenza, cerchiamo di assuefarci per non sentire i morsi del senso di colpa.  Del resto come resistere di fronte a tragedie come quelle che vedono un numero imprecisato di bambini morti affogati , ad orrori di dittature e guerre che si estendono oltre i confini di quelle terre martoriate e continuano in mare.

Forse e’ naturale  (non umano, ma naturale) cercare di volgere gli occhi altrove, guardare la propria quotidianità e allontanarsi da quei drammi. Ma quando ne parla Papa Francesco la cosa cambia. Torna la realtà , torna la crudezza di dati di fatto. Torna senza sensazionalismi. Anzi no, il sensazionalismo c’e’ e sta nella semplicità e nella schiettezza . Non siamo abituati a sentire discorsi così sinceri, di una limpidezza disarmante. Quando racconta con parole dirette e semplici di profughi “cacciati via da un paese , da un altro, che vanno sul mare e quando arrivano a un porto, ad una spiaggia gli danno un po’ da mangiare e li cacciano via , sul mare.” Quando dice “questo e’ un conflitto non risolto, questa e’ guerra”.

Diretto e sincero. Un discorso vero di chi non ha bisogno e non vuole conquistare consensi ma solo comunicare , far comprendere e unire . Questo fa vibranti le sue parole. Come quando disse che si trattava di un “attentato alla vita” lasciar morire i migranti sui barconi  o quando aveva invitato a chiedere perdono per le per le istituzioni e le persone che chiudono le porte  a chi cerca aiuto e protezione.

Si chiede il perdono, perche’ la chiesa di Bergoglio accoglie e consola, sempre . Ma e’  l’uso della parola perdono che colpisce,  perche’ il perdono si chiede per chi si e’ perso, per chi compie grave peccato.  Non siamo abituati a parole cosi’ chiare assuefatti come siamo a  discorsi fumosi, ambigui, frasi che nascondono altri significati al di sotto di quello apparente.  Una comunicazione molle pronta ad adattarsi al bisogno e al consenso.
Per questo la chiarezza semplice, diretta, senza mediazioni,  come quella dei discorsi dei bambini, ci fa tanto impressione.  Parole cosi’ sconvolgono perche’ ci mostrano con crudezza la meschinita’ della strenua difesa dei nostri confini  neanche fossero qualcosa di pregiato. Mentre dimentichiamo il dono piu’ prezioso:  l’umanita’.

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