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“Cosca Nuvoletta”, l’inchiesta del 10 giugno

 

Dal 10 giugno 2015 fino al momento in cui scriviamo questo articolo, i nostri pochi ma affezionati lettori sanno bene che non siamo rimasti a dormire. Del resto non si può che restare molto svegli se ci si occupa di organizzazioni mafiose e di rapporti tra politica e camorra a Pignataro Maggiore, famigerata città tristemente conosciuta quale “Svizzera dei clan”, feudo della cosca Nuvoletta-Lubrano e testa di ponte dei “corleonesi” in Campania.

Ma perché partiamo dalla suddetta data del 10 giugno 2015? Ricordate? Quel giorno i valorosi magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli (il procuratore aggiunto dottor Giuseppe Borrelli, coordinatore della DDA, e il sostituto procuratore dottoressa Maria Di Mauro) resero noti i risultati di un’importante inchiesta sul clan Nuvoletta, di cui avevano scoperto e smantellato le ramificazioni tra l’altro in provincia di Milano, tra Baranzate e Pogliano Milanese. Ne parlarono tutti i giornali e tutti i siti Internet, tra i quali vi segnaliamo www.caleno24ore.it, diretto dal giornalista Davide De Stavola, che si occupò del blitz con un articolo recante il titolo: “Operazione contro il clan Nuvoletta: arrestate dieci persone e sequestrati beni per circa 13 milioni di euro”. Fu naturalmente sottolineato che il capobastone arrestato, Giovanni Nuvoletta, è figlio del defunto capomafia di Marano di Napoli, “don” Lorenzo Nuvoletta, e quindi fratello di Rosa Nuvoletta, quest’ultima vedova del defunto boss mafioso Lello Lubrano, ucciso in un agguato del “clan dei casalesi” a Pignataro Maggiore il 14 novembre 2002. In qualche maniera, Pignataro Maggiore c’entra sempre quando si tratta di mafia e di Nuvoletta.

Fin qui sapete tutto, cari lettori. Ma noi abbiamo approfondito la vicenda ed ecco che cosa abbiamo scoperto. Prima di tutto, pubblichiamo a corredo di questo articolo, il link con il servizio trasmesso dalla TGR-Campania nell’occasione della conferenza stampa della DDA di Napoli del 10 giugno 2015. Ad un certo punto si sente il procuratore aggiunto dottor Giuseppe Borrelli che fa riferimento a una società molto importante nel sistema Nuvoletta, la “Ortofrulat”, per i suoi rapporti con un’altra società, la “Agrinvestment”. Dalla visura della “Agrinvestment” (con sede legale a Baranzate, in provincia di Milano) che riportiamo, potete notare che vi è l’iscrizione del sequestro preventivo del capitale sociale emesso dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Napoli il 3 giugno 2015, notificato il 10 giugno 2015; vi è, inoltre, l’iscrizione di un conferimento da parte della “Ortofrulat” (di cui ugualmente riportiamo la visura delle informazioni in possesso della Camera di commercio). Nella visura della società “Amozzarella” (con sede legale in Pogliano Milanese, provincia di Milano), inoltre, vi è l’annotazione del sequestro preventivo di quote con lo stesso numero di provvedimento relativo a “Agrinvestment” (riferimento pubblico ministero 15505/13; Gip 24148). Sono società tutte collegate tra loro, tutte appartenenti all’universo Nuvoletta.

Finalmente, cari lettori, arriviamo a quello che a noi (e a voi) più interessa: il collegamento con Pignataro Maggiore. La “Ortofrulat”, infatti, è una cooperativa agricola che ha sede in Pignataro Maggiore, Contrada Arianova. Di “Ortofrulat” risulta presidente del consiglio d’amministrazione Luigi Pirozzi, residente in Giugliano in Campania; consigliere Pasquale Di Gennaro, di Villa Literno; amministratore delegato Giuseppe Natale, di Grazzanise, che per un periodo – fino al 25 marzo 2015 – è stato pure amministratore unico della “Agrinvestment”.

Da quanto detto, si evince che le indagini della Direzione distrettuale antimafia sull’articolazione dei Nuvoletta in provincia di Milano hanno riguardato anche il territorio di Pignataro Maggiore, con i riflettori accesi sulla “Ortofrulat”.

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