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Il “grande fratello” nel Jobs Act

 

Un mio amato insegnante degli anni verdi, che parlava poco ma pensava sempre prima di farlo, diceva a proposito della vita  che, quando si riceveva una lettera da una persona importante, era necessario sempre leggere con particolare attenzione le ultime frasi perché era in quelle che spesso si celavano le novità più importanti o addirittura decisive che il mittente voleva farti capire. Ed è stato così nello Jobs Act su cui il presidente del Consiglio e segretario del partito democratico, Matteo Renzi, ha fondato una parte della sua fortunata stagione di governo finora, che- nel rifatto articolo 4 dello Statuto dei lavoratori-depurato non solo dell’ articolo fortemente incriminato dagli imprenditori ma di molte altre scelte che il governo delle larghe intese, Renzi-Alfano, non ama.

Ebbene oggi, nel nuovo articolo di legge, si stabilisce semplicemente che le imprese, senza specifici  accordi sindacali, possono controllare con strumenti telematici i propri dipendenti che si trovino a lavorare in sedi di staccate. L’unico vincolo è che si diano al lavoratore informazioni adeguate sugli strumenti su cui l’impresa concretamente esercita il suo controllo. E la cosa interessante è che- se si esclude il noto foglio “estremi sta” che molti chiamano Il Manifesto e qualche foglio economico del Nord di quelli che leggono i dirigenti e i quadri nelle imprese e non certo i lavoratori- tutti gli altri quotidiani, come peraltro i telegiornali, si guardano bene da sottoporre ad italiani molto annoiati o preoccupati per la crisi che non è ancora finita, notizie così poco piacevoli e tali comunque da creare nuovi problemi piuttosto che eliminarli.   A nulla è valso finora che i sindacati, peraltro messi sempre più fuori gioco, e la piccola pattuglia di Sinistra ecologia e libertà hanno protestato energicamente e vorrebbero a quanto pare segnalare l’aspetto peggiore della trovata: una sorta di “grande fratello” interno e non più esterno al lavoro dell’impiegato od operaio del ventunesimo secolo in modo che nulla sfugga a chi di dovere.

Peggio di così proprio ora che persino a destra alcuni capiscono che c’è un limite allo sfruttamento globale del lavoratore non ce lo aspettavamo non dico da un governo di centro-sinistra che non c’è da tempo ma neppure da un sinistra-destra o centro puro come è quello che fa capo all’ex democristiano fiorentino che risponde al nome di Matteo Renzi ma, a quanto pare, è proprio così.

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