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La sinistra che perde

 

Il boia è stanco  (vignetta di Adams per il Telegraph) In poche ore ha tagliato la testa di Miliband, Cleg, Farage e Johnson, oppositori di Cameron, l’ultimo nel suo stesso partito. C’è, nel dimettersi dopo un sconfitta, molto più che un ossequio al vincitore, c’è il sacro rispetto per le idee e le persone che fanno un movimento politico: lascia il leader, l’idea vive e si rinnova. E ora? “Cameron apre la partita europea”, dice il Corriere. Romano e Reichlin spiegano perché ora sarà necessario “ripensare l’Unione”. Ha vinto, scrive su Repubblica Garton Ash, perché “Tra le altre cose, L’Ukip di Farage (che ha preso il 12,64% e un solo seggio)  ha fatto implicitamente da veicolo al nazionalismo inglese”. Così Cameron sarà costretto a indire il promesso referendum sull’adesione all’Europa, anche se i suoi esperti gli hanno spiegato che in questa Unione è proprio Londra a guadagnarci. “Il successo di Cameron compromette il futuro del Regno Unito in Europa”, fa eco El Pais. Non solo, Cameron ha vinto  ma in Scozia 56 dei 59 seggi sono andati allo Scottish National Party, partito di sinistra ed europeista, soffiano tendenze centrifughe in Galles e Irlanda, tanto che Ash prevede un futuro federale per l’ex Regno Unito. Per ora Cameron brinda.

 

Perdenti come Miliband. E ti pareva? No, Renzi no! I laburisti hanno perso (come già i socialisti in Francia) perché non si sono svegliati da  quel sonno della ragione che è stata la leadership di Tony Blair. Una Thatcher col sorriso di circostanza stampata a uso dei media, finito nella guazza di una guerra immorale e perduta (in Iraq). Miliband la voleva verniciare di rosa, quell’eredità. Ma non ha avuto il coraggio di una chiara posizione europeista, né di combattere le disuguaglianze (crescenti) o di reinventare uno stato sociale più giusto ed efficiente, non ha detto nulla dell’immigrazione, ha ignorato gli scozzesi: un furbetto – non è il solo – che compra al mercato l’identità che non ha. Elle Kappa: “Dopo Tony Blar la sinistra ha smesso di vincere. Anche durante” Fra parentesi, con il 36% Cameron ha guadagnato la metà più uno dei seggi. Con una percentuale più bassa e l’Italicum chi vincesse in Italia ne otterrebbe il 54%. E mentre i deputati conservatori sono stati eletti uno a uno e conteranno, da noi quelli del Partito della Nazione verrebbero beneficiati dalla vittoria, nel ballottaggio del loro Capo.

 

Un bambino nel trolley alla frontiera di Ceuta, ma secondo Repubblica l’Europa sta reagendo: “Accogliere gli immigrati sarà obbligatorio”. Per ora è solo una bozza. Vorrei anch’io un’Europa  vera, che proponga di ristrutturare il debito greco in cambio della lotta di Tsipras a evasione e corruzione, una Europa che concelli Dublino, non lasci soli i paesi frontalieri e accolga i profughi, un’Europa che cerchi la pace con la Russia in Ucraina -dopo Prodi ne scrive oggi Berlusconi- , un Europa che possa vantarsi del suo Welfare rinnovato senza abusi né tangenti.

 

Il silenzio degli indecenti, il Fatto torna sulla denuncia di Saviano, “Gomorrà è con De Luca”. Gramellini, che pure spera in Renzi, scrive sulla Stampa : “L’infornata delle imminenti Regionali sembra un trattato sociologico sugli orrori della società: si va dal postfascista non pentito all’ex leghista che chiama i gay «culattoni», dal candidato in odore di camorra all’amico di Cosentino nella cui abitazione al momento dell’arresto fu trovato un fucile calibro 12. Se poi si pensa che tutti questi begli esemplari convivono nello stesso partito e che questo partito è quello che esprime un presidente del Consiglio che ha messo la trasparenza e il merito ai primi posti del suo programma, ci sarebbe da chiedere asilo politico alla Regina”. Ieri Elly Schlein s’è dimessa dal PD.

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