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Addio a John Nash matematico inventore della teoria dei giochi

 

Tragica e assurda conclusione di una vita straordinaria e dolorosa, magistralmente raccontata in una biografia da Silvia Nasar e poi portata sullo schermo nel 2001 con il film vincitore quattro volte del premio oscar  “A beautiful mind”. Una grande interpretazione di Russel Crowe che nei panni di John Nash, ha reso lo splendore e la disperazione di un’avventura umana intervallata dalla malattia mentale.

È morto in un incidente stradale in New jersey John Forbes Nash Jr, il matematico americano premio nobel per l’economia. John Nash, 86 anni, ha perso la vita insieme alla moglie Alicia Lerde, quando il taxi su cui viaggiavano è uscito di strada urtando un gard rail. I due, che non avevano le cinture di sicurezza allacciate, erano appena tornati dalla Norvegia, dove il matematico aveva ricevuto un prestigioso premio, l’Abel Prize, dalle mani di Re Herald V.

Ritenuto uno dei matematici più brillanti del novecento, secondo gli esperti John Nash ha rivoluzionato l’economia con i suoi contributi nell’ambito della teoria dei giochi. Un modello matematico per lo studio delle situazioni competitive.  In parole semplici, si applicano le regole della matematica per descrivere e in certa misura prevedere l’andamento di un gioco o di uno scenario reale. La sua fama di studioso crebbe grazie a questa teoria, elaborata nella sua tesi di dottorato e poi pubblicata nel 1950.

Nel corso della vita ha sofferto a più riprese di schizofrenia, motivo che spinse Ron Howard a basare un cortometraggio sulla sua vita. John Nash attraversò lunghi periodi in cui alternava momenti di lucidità, che gli permettevano di lavorare con risultati eccellenti, a periodi in cui la sua mente era in preda alle allucinazioni. I deliri più ricorrenti riguardavano visioni di messaggi criptati provenienti da extraterresti. A volte era convinto di essere l’imperatore dell’Antardide o il piede sinistro di Dio.

Il matematico statunitense entrava e usciva continuamente dagli ospedali psichiatrici, dove veniva sottoposto a diversi trattamenti, dall’elettroshock all’induzione del coma insulinico. Poi, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 la malattia sembrò miracolosamente regredire, fino a permettere a Nash di controllarne i sintomi e così tornare a lavoro senza problemi, integrandosi nel sistema accademico internazionale. Torno ad insegnare a Princetone dove nel frattempo anche la moglie Alicia, aveva trovato un  lavoro. Nel 1994 gli venne conferito il Nobel per l’economia. Fondamentale per il matematico è stata la figura della moglie, conosciuta all’università,  da cui ha avuto un figlio che ha ereditato la sua stessa malattia mentale. Questo ha portato i due a farsi ambasciatori nel mondo della schizofrenia.

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