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Ucraina, a Minsk tregua senza illusioni

 

MINSK – Volti segnati e nessun pezzo di carta definitivo firmato dai leader, se non una dichiarazione di sostegno alle parti in conflitto perchè proseguano sulla strada dei negoziati, con Francoise Hollande e Angela Merkel diretti a Bruxelles per chiedere un più ampio sostegno della Ue.

Ma qualche speranza in più, dopo una notte sfiancante c’è. “Non ci facciamo illusioni”, ha detto Merkel. “Un sacco di lavoro deve ancora essere fatto. Ma c’è una reale possibilità di migliorare la situazione”, ha aggiunto sottolinendo poi che comunque c’è accordo sul cessate il fuoco dal 15 febbraio.I punti delicati, in  base alle dichiarazioni di Vladimir Putin al termine della sfibrante sessione di negoziati a Minsk, durati oltre 15 ore sarebbero tre. In primis la situazione a Debaltsevo, città situata in una tasca del controllo ucraino, che è caduta sotto i bombardamenti dei separatisti come parte di un’offensiva su più fronti, anche volta a catturare territorio intorno all’aeroporto di Donetsk e alla città portuale di Mariupol, possibile passaggio di terra verso la Crimea annessa.I separatisti  hanno chiesto un ritiro delle truppe di Kiev da Debaltsevo, ma Petro Poroshenko non vuole neppure sentirne parlare. Le difficoltà, secondo Putin sono derivare poi dal fatto che il capo di stato ucraino non intendeva parlare direttamente con i rappresentanti dei ribelli filorussi.

Inoltre un altro problema è lo status del Donbas e in particolare delle due repubbliche ribelli autoproclamate, Lugansk e Donetsk. Kiev ha letteralmente respinto la proposta russa in merito.Il gruppo dei 4  leader ha avuto notevoli difficoltà nel mantenere la serenità nei negoziati. Per ben due volte Poroshenko ha abbandonato la sala dedicata al Palazzo dell’Indipendenza di Minsk per poi rientrare. La seconda volta ha sbottato: “le condizioni dei russi sono inaccettabili”. Un dato di fatto è però, che per quanto la missione di un accordo fosse davvero impossibile, il lavoro parallelo a Merkel-Hollande-Putin-Poroshenko del gruppo di contatto ha perlomeno garantito un risultato minimo. Nel documento siglato dalle  parti del gruppo di contatto è previsto il ritiro delle armi pesanti nel Donbass, che deve iniziare entro e non oltre il secondo giorno dopo il cessate il fuoco ed entro 14 giorni, dice il documento. Il documento prevede per il ritiro eguale da entrambi i lati delle armi pesanti su una pari distanza, al fine di creare una zona di sicurezza.

Da dazebao.it

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