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Usa, sollevazione popolare dopo la scandalosa assoluzione di Darren Wilson

 

Non c’e’pace senza giustizia. Il vecchio slogan risuona in tutti gli Stati Uniti, dal Missouri fino a Times Square, nel cuore di New York. La scandalosa assoluzione di Darrell Wilson il poliziotto che ha ucciso con sette colpi di pistola il giovane afroamericano Michael Brown sta provocando una sollevazione simile a quella avvenuta anni fa per il pestaggio da parte della polizia di un altro afroamericano Rodney King. A poco valgono gli appelli alla calma di un preoccupato Obama.

Chi lo ha eletto e sperato con lui può perdonargli tutto: la mancata chiusura di Guantanamo, la mancata abolizione del Patriot Act, le tante altre promesse non mantenute. Ma non può sopportare di cedere che neanche un presidente afroamericano riesce a garantire i diritti della sua gente. Resta ancora lo strumento dell’inchiesta federale che potrebbe ribaltare la sentenza locale. D’altronde negli anni 60 anche i Kennedy (John e Robert, allora ministro della giustizia) dovettero imporsi sulle retrive amministrazioni locali del sud per imporre il rispetto dei diritti costituzionali.

E’ passato più di mezzo secolo ma molte cose non sembrano cambiate in qualche pezzo dell’America profonda. Tanto da far indignare anche un ministro europeo dalla pelle nera la francese Christiane Taubyira che cita oggi la frase di una canzone di Bob Marley riferita all’atteggiamento della polizia nei confronti degli afroamericani: “bisogna ucciderli prima che diventino grandi”.

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