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La ministra Madia,  consultazione fasulla,  distacchi sindacali , giornalisti disattenti

 

Maria Anna Madia, ministra per la semplificazione e per la pubblica amministrazione ha la battuta facile. Non solo parla in modo molto veloce, mette insieme numerose argomentazioni, tanto che il povero giornalista fa fatica a seguirla e rischia di perdere il meglio. Se poi si aggiunge che quel povero giornalista non ha proprio  voglia di far le pulci a una ministra perché il suo giornale se ne guarda bene dal muovere la minima critica ai ministri più cari a Renzi il gioco è fatto. E chi ne fa le spese è il povero cittadino italiano sempre meno informato sulle cose del Palazzo.  La ministra in una intervista volante ripetuta fino alla noia nei tg ha risposto alle critiche dei sindacati in relazione alla lettera dal suo ministero inviata per la applicazione immediata del  dimezzamento dei permessi. Con grande semplicità, sorriso sulle labbra ben stampato ha detto che questo volevano i cittadini italiani. “ C’è stata una consultazione” ha affermato. Ovviamente l’intervistatore non le ha chiesto quando questa consultazione si è svolta e quale sia stato il risultato. E altrettanto ovviamente nelle redazioni dei giornali, dei tg, delle radio, il problema non  si è neppure posto, in omaggio alla completezza dell’informazione che ormai viene ritenuto un fatto del passato.

Noi, che siamo appunto fra quelli del passato, siamo andati con la nostra memoria alla ricerca di questa consultazione. In effetti c’è stata, 44 domande rivolte via mail in particolare ai dipendenti  pubblici che sono poco più di tre milioni aperte ovviamente a tutti i cittadini italiani . Si chiedevano risposte  sulle linee guida proposte per la riforma della Pubblica amministrazione. Fra le domande anche quella relativa al dimezzamento dei permessi sindacali. Di questa consultazione che , a dire di Renzi e dei suoi ministri, sostituisce il normale rapporto, il confronto con le parti sociali, non è mai stato reso noto il risultato. O meglio non ha fatto oggetto di informazione da parte dei giornalisti, ma sul sito del ministero i risultati ci sono. Vediamoli allora quanti sono stati questi famosi cittadini italiani che si sono pronunciati sulle linee guida della riforma della P Entro il 30 maggio data di chiusura del sondaggio, sono arrivate 39.343 mail. Vengono rese note le più votate: 9.765 portavano la scritta: “ Renzi rinnova il mio contratto”,3.326 “ Sblocco contratti”, 1489 “ Segretari comunali”, 1.038, “software libero e gratuito nella Pa”. Fa un totale di 15.618 risposte. Guarda caso sono le risposte indicate dai sindacati agli iscritti e ai lavoratori della Pa. Ci sono anche altre risposte relative fra l’altro all’ obbligo di iscrizione delle aziende alle Camere di commercio contrarie in maggioranza come avevano indicato i sindacati. Per quanto riguarda le risposte relative ai distacchi sindacali non si dice quante sono state, ci si limita a dare una percentuale, circa il 70% favorevoli ma ci sono anche risposate contrarie  e altre che chiedono una riduzione minore di quella proposta. E’ presumibile che la percentuale vada fatta su circa 16 mila mail essendo circa 23 mila quelle con il timbro sindacale. Ma anche se tutte le risposte fossero state favorevoli alle linee guida indicate nelle 44 domande, con quale diritto  la ministra Madia  parla di una consultazione in cui gli italiani si sono espressi? Al di là del problema relativo ai distacchi sindacali , che non è argomento di questo articolo, ma fa parte di un discorso più generale sul ruolo del sindacato, del suo rapporto con il governo, del suo diritto alla tutela dei lavoratori si pone una questione di non poco conto: Renzi e i suoi ministri “istituzionalizzano”, se così si  può dire, il rapporto con i cittadini, la partecipazione, utilizzando i nuovi mezzi di comunicazione, una mail, un cinguettio di twitter. Certo strumenti che vanno direttamente al cittadino, ma si può pensare di affrontare grandi questioni come la riforma della Pubblica amministrazione o quella della scuola, delle giustizia, senza un rapporto con chi rappresenta i lavoratori di questi settori? Certo i tavoli di confronto sono difficili, pesanti anche, ma le riforme, i diritti dei lavoratori ed insieme dei cittadini,non si affrontano con una mail. Riformare la Pubblica amministrazione , la macchina dello Stato, raccontando di una consultazione che ha toccato meno di 40 mila persone, la metà ,perlomeno ,contraria alle proposte avanzate. ci pare un po’troppo. Questo vale anche per quei giornalisti disattenti i quali dimenticano i particolari. Che dovrebbero essere il nostro pane quotidiano. A conclusione ci viene un dubbio: che Maria Anna Madia quando dice che c’è stato un voto si riferisse a quel 41% preso dal Pd alle elezioni politiche. Se così fosse farebbe un torto alla sua arguzia e ci prenderebbe tutti  per dementi. Peggio che andar di notte.

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