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Sudan, lettera a Papa Francesco di rifugiati, attivisti e missionari salesiani. Giovedì 8 maggio a Roma, in p.zza Santi Apostoli, sit-in per Giornata mondiale per il Darfur

 

Un appello a Papa Francesco per chiedergli di intervenire sulle crisi umanitarie in Sudan, in particolare sul Darfur dove nei primi quattro mesi del 2014 si contano già 370mila sfollati, decine di villaggi attaccati e distrutti, centinaia di vittime, tra cui donne e bambini. Nella lettera, pubblicata da Repubblica.it nella rubrica Mondo solidale, rifugiati, attivisti, missionari salesiani e personalità autorevoli come Mukesh Kapila, ex inviato dell’Onu in Sudan, hanno ricordato al Santo Padre che dal 2003 si consuma uno dei conflitti più gravi di questi primi decenni del nuovo millennio e hanno  rivolto un appello ad esprimersi sulla crisi con parole che possano scuotere le coscienze di chi abbia il potere di intervenire per interrompere questa spirale di orrore.  “La cosa più urgente è lavorare insieme – si legge nella lettera firmata dalla presidente di Italians for Darfur, Antonella Napoli e sottoscritta anche da Articolo 21 – Caritas, Ong, associazioni, istituzioni internazionali, per ricostruire la fiducia e un ambiente operativo tra la gente. L’unità è fondamentale, poiché dà forza”. Per denunciare quanto avviene quotidianamente nella regione occidentale del Sudan i profughi sudanesi in Italia e gli attivisti di Italians for Darfur saranno in piazza domani, dalle 11, per un sit-in e per dare vita a un flash-mob con tamburi che richiami l’attenzione sulla crisi nella regione occidentale sudanese e altre aree del Sudan in balia delle nuove milizie filo governative che hanno ripreso a fare razzie e seminare a morte anche sui Monti Nuba, nel Kordofan meridionale, e ai confini con il Sud Sudan. L’iniziativa segue una serie di manifestazioni in varie capitali mondiali promosse da una coalizione internazionale di organizzazioni, tra cui Italians for Darfur, Amnesty International e United to end genocide.

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