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E’ importante che l’informazione illumini costantemente e correttamente il dramma dei rifugiati

 

Bene ha fatto Articolo21 a ricordare a sei mesi di distanza la spaventosa tragedia di Lampedusa. Abbiamo ancora davanti ai nostri occhi i volti attoniti degli uomini di Governo italiani ed europei al cospetto di quella distesa di bare di uomini di donne e di bambini. E come non ricordare le parole durissime (“vergogna”) di  Papa Francesco pronunciate alla comunicazione di quella tragedia. Dopo di allora il Governo italiano di Enrico Letta ha avviato l’operazione “Mare nostrum” che ha impegnato le nostre forze militari e la Marina in particolare in una straordinaria opera di intervento per salvare centinaia e migliaia di vite umane. Di questo nuovo atteggiamento va riconosciuta l’importanza e tutte le associazioni umanitarie lo hanno fatto con forza. Sarebbe importante che questa linea di intervento potesse continuare e che anche gli altri Stati europei la condividessero pienamente.

Ora però si annuncia una nuova emergenza. I drammi delle guerre e dei conflitti nel bacino del Mediterraneo ed in particolare in Siria produrrà dei nuovi imponenti arrivi.  Ieri il Ministro Alfano ha sottolineato come in Nord Africa ci sarebbero tra i 300 e i 600 mila migranti in attesa di transitare nel Mediterraneo. Il Direttore del CIR Christopher Hein ha detto che si tratta di “stime senza base reale. Un allarmismo che non aiuta”. Noi sappiamo bene quel che è necessario fare. Innanzitutto bisogna procedere con la maggior rapidità possibile a completare quel disegno normativo di attuazione della Costituzione in materia di asilo che l’art.7 della legge di delegazione europea in discussione alla Camera opportunamente prevede. Bisogna però sul piano delle politiche più concrete che il Governo rinforzi con misure adeguate  i piani di accoglienza e di integrazione che oggi sono insufficienti sia nei centri di primo ingresso che su tutto il territorio nazionale, nonostante il benemerito impegno degli enti locali.

Da parte della stampa e più in generale da parte del mondo dell’informazione bisogna continuare ad illuminare questi problemi. Il 20 giugno in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, riconosciuta a livello universale,  il Consiglio italiano dei rifugiati lancerà una importante campagna di sensibilizzazione che coinvolga il mondo dell’informazione e dello spettacolo nel racconto di questi drammi e per attuare nuove politiche di accoglienza.

* Presidente del Consiglio Italiano per i Rifugiati (C.I.R)

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