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David: dalla fionda al mitra

 

Se volessimo una volta tanto evitare di fare il gioco di chi ha messo in mano al David di Michelangelo un mitragliatore, se riuscissimo – una volta tanto – a non amplificare una campagna pubblicitaria o a spendere un sacco di soldi per farla ritirare, una possibilità l’avremmo. Cari pubblicitari americani, simpatici ragazzoni, voi, con la vostra mai doma passione per le armi, ci avete dato una bella idea: armare i nostri monumenti affinché si possano difendere da soli. Mi sa che è l’unica possibilità che hanno per sopravvivere un altro po’, visti i recenti crolli di Pompei e l’incuria che circonda tantissime testimonianze del nostro passato, a così pochi investimenti per tutela e soprattutto valorizzazione. Il David armato con quel mitra così tecnologico e di ultima generazione, tanto brutto da far rimpiangere il Modello 91, fucile dei nostri fanti nella Grande guerra, puo’ essere giusto un inizio. Peccato ricordi i film minori di Swarzenegger, armi e trame ugualmente improbabili, ma che allegria, quanti spari e quante buone intenzioni… Cari ragazzoni che una volta avevate la mascella quadrata e adesso la genetica di tante etnie ormai stabili a casa vostra ve la sta smussando, sapete che c’è? Ve le lasciamo reclamizzare tutte le vostre armi da film d’azione in economia. Ma visto che non abbiamo più una lira e anche con l’euro stiamo stretti, stretti, pagateci generose royalties vincolate alla tutela dei nostri beni culturali. Diventerete una risorsa per quel paese la cui “grande bellezza”, appena potete, venite ad ammirare. Mettete un bazooka, in foto e per finta, naturally, a fianco o in mezzo ai due bronzi di Riace, che soffriranno di solitudine in un museo pensato per loro e tarpato, bloccato, dal TAR calabrese. La sola idea che possano idealmente far fuoco su quanti li hanno tenuti per anni sdraiati in attesa di tornare alla posizione di homo erectus in una grande mostra e ora li tradiscono, solletica non poco. Al Mercurio del Gianbologna appenderei una granata al dito, visto che è già così, rivolto verso l’alto… è vero, si tratta di indice e non di medio come talvolta meritereste, cari ragazzoni armati fino ai denti, ma tante’… Pazienteremo. Visto che vi piace Michelangelo suggerisco un paio di revolver, con tanto di cinturone per il Mose’ e già che ci siete anche un tutore per il ginocchio che quell’isterico dell’artista prese a suo tempo a martellate. Sono secoli che al poveretto duole. Infine ai piedi di Paolina Borghese, del Canova, mettete un po’ quel che vi piace. Appoggiate distrattamente uno Stinger, missile terra-aria oggi un po’ d’antan, oppure una catasta di pistole una più automatica dell’altra o un tenero cofanetto di bombe a mano, assortite mi raccomando… lei ci tiene. Vedete, a cercare di dar collocazione ai vostri prodotti da guerra nelle nostre opere c’è da perdersi, tante ne abbiamo, noi. Servirebbe una cultura artistica che non posseggo, per quella c’è solo il nostro Vittorio Sgarbi nazionale che può aiutarvi… lui non è estraneo alle sparate. Ultimo consiglio: quando avrete tappezzato d’armi le nostre opere più significative, e sono certo vorrete rispettare quelle sacre, traslate le immagini così come saranno dalle pubblicità, le cui royalties vi rammento caldamente, ai libri di testo. I vostri ragazzi ne andranno matti, si avvicineranno ai classici con rinnovato interesse e troveranno nuovi stimoli per animare tante belle lezioni… di quelle che poi danno lavoro a poliziotti, giornalisti, sociologi, psicologi e purtroppo anche medici legali… Ancora grazie per la bella idea.

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