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Il bluff di Renzi che copia Letta. Pd in confusione

 

Ma di che discutiamo?.La “disinformartia” è al lavoro descrivendoci minuto per minuto il percorso di Renzi  verso la grande attesa. Quando mercoledì presenterà al consiglio dei ministri le proposte ” chok per rilanciare l’economia,il lavoro prima di tutto.Ogni giorno si racconta che a Palazzo Chigi stanno studiando: Irpef o Irap, cuneo fiscale,jobs act per decreto per legge, edilizia scolastica, restituzione dei crediti alle imprese.Il  premier sarebbe tormentato da un dubbio atroce: far contenti i sindacati o la Confindustria?.Certo dire sì alla Camusso sarebbe un bel boccone amaro da inghiottire. Magari passiamo per Landini così la Camusso si incavola ancora di più.  Sullo sfondo la legge elettorale.Cambiarla sì, ma se sono tutti d’accordo ripete e fa ripetere dai suoi, come un vecchio disco rotto. Per la parità di genere manda avanti la Boschi,poveretta a lei tutte le parti più brutte. Ripete e trova d’accordo anche il capogruppo al Senato,Zanda, che qualche tempo fa la pensava diversamente, tutti uniti si può scrivere in modo diverso l’articolo che riguarda la parità di genere. Dice la Boschi non facciamone un dramma, forse anche Berlusconi si schioda , preoccupato com’è  per la lite con la fidanzata che quando ha saputo che non la vuole più sposare ha minacciato di andarsene ,portando via  Lulù.

E se il pregiudicato non è d’accordo la maggioranza che fa ?
Ci viene da chiedere: e se il pregiudicato non  è d’accordo,ma la maggioranza che governa sì, che facciamo? In un paese normale si riunirebbe la maggioranza e andrebbe avanti. In realtà la  vera maggioranza è quella nata dal patto fra Renzi e Berlusconi che ha partorito una pessima legge elettorale e che influenza nel profondo le scelte di politica economica e sociale. Perché lo ” studiare” di Renzi è un bluff. Lo abbiamo già scritto in un articolo con un titolo simile a quello di oggi.. E’ già tutto scritto nella legge di stabilità e nel documento presentato da Enrico Letta poco prima di venir defenestrato da una incauta direzione del Pd, documento che contiene una cinquantina di proposte e che si chiama “Impegno Italia”. Non solo su problemi molto importanti , dagli ammortizzatori sociali alle pensioni  in Parlamento ci sono puntuali proposte presentate da deputati e senatori del Pd, ci sono studi e ricerche , lettere, appelli, sottoscritti sempre da esponenti del Pd.Basta leggere o rilegge.In particolare troviamo conforto nella nostra impresa solitaria proprio dal giornale di De Benedetti diventato una sorta di bollettino renziano, salvo eccezioni.

Quello che l’ ex premier aveva in programma  e iniziato ad attuare
Eugenio Scalfafi.,appunto,nell’editoriale domenicale riporta una conversazione con Enrico letta da cui si ricava che: Il cuneo fiscale già figura nella legge di stabilità approvata dal Parlamento e prevede una riduzione di tre miliardi per il 2014 e di dieci miliardi per il 2015.; . Il pagamento dei debiti dalla pubblica amministrazione alle imprese è già contabilizzato e i fondi già stanziati per 20 miliardi da erogare questo anno.;. La legge di stabilità ed altre leggi specifiche prevedono una serie di investimenti da parte di imprese pubbliche, a cominciare da Rete Imprese, dalla Fincantieri e da altre aziende; Il debito pubblico sarà ridotto attraverso la privatizzazione di “asset” patrimoniali, anche questi già previsti e contabilizzati; l’andamento dello “spread” fornirà dai tre ai quattro miliardi che Letta aveva previsto di utilizzare per le scuole e l’occupazione giovani

Gli impegni già presi dalla Commissione europea
Importanti anche gli la Commissione europea è disponibile a fornire fondi per la crescita economica e per l’equità sociale per somme rilevanti, da destinare al nuovo sistema di ammortizzatori sociali e di investimenti pubblici e privati. L’obiettivo è di ridurre le imposte sul lavoro e ripristinare con norme semplificate il credito di imposta per la creazione di nuovi posti di lavoro..  Ancora: durante il il semestre di presidenza europea  era previsto un  passo avanti dell’Unione bancaria e interventi della Bce che stimolassero le banche ad accrescere i loro prestiti alle imprese.L’Italia avrebbe visto la diminuzione del deficit-Pil dall’attuale 2,6 al 2,3 con un miglioramento dell’avanzo delle partite correnti al 5 per cento al netto degli oneri del debito pubblico.  Infine, sempre durante questo semestre, d’intesa con la Bce, l’Europa avrebbe dovuto programmare un mutamento del tasso di cambio tra l’euro e il dollaro.
Questi i fatti che editorialisti, commentatori, professori universitari che si improvvisano economisti, ignorano. Nei media silenzio assoluto. Nei talk show televisivi non c’è spazio.

Verso le elezioni europee. I Democratici  attorcigliati sulle candidature
E il Pd? La minoranza, o meglio le minoranze, hanno qualcosa da dire? Se c’è una sinistra, forse, dovrebbe uscire dal politicismo, portando voci di chiarezza in un partito in evidente stato confusionale. L’adesione al  Pse vuol dire qualcosa o no? Martin Schulz al congresso  di Roma ha  detto parole di sinistra.. Ha aperto la campagna elettorale. Il Pd non ha ancora un embrione di lista. In quasi tutti gli altri Paesi ii capolista sono già ai nastri di partenza. Tanti sono i ” clienti” cui Renzi deve qualcosa. Può  un grande partito  fossilizzarsi in una discussione sul fatto se D’Alema sarà o no candidato? Dimenticando , magari, che proprio Massimo D’Alema è il presidente della Fondazione dei partiti socialisti e democratici, fa parte della Direzione del Pse, che è colui che più di ogni altro ha lavorato per il rinnovamento del Pse, oggi in grado di competere e di vincere le prime elezioni per il presidente della  Commissione europeo.Interessa qualcosa al Pd? O meglio all’Italia.

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