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#nessunoescluso, l’anomalia italiana nella prima giornata del Forum di Assisi

 

“Abbiamo voluto dare questo titolo intendendo per periferie le terre di frontiera, le guerre e le crisi dimenticate dai media, ma anche le periferie della professione giornalistica, perché spesso noi giornalisti non abbiamo né garanzie né tutele. Questo dev’essere solo il primo passo, un cantiere aperto di confronto”. Così Stefano Corradino, direttore di Articolo 21, ha aperto la discussione al forum “Nessuno è escluso. Illuminare le periferie: informare, informarsi”, che si tiene ad Assisi, fino a domenica 15 dicembre.
Posizione condivisa da Enzo Nucci, corrispondente RAI da Nairobi: “Parlare di periferie del mondo significa anche parlare di quel pezzo d’Africa che si chiama Castelvolturno, dove vivono migliaia di africani appartenenti a centinaia di etnie diverse”. Gli fa eco la giornalista di Rainews Elisa Marincola che ha voluto specificare come l’informazione deve occuparsi perennemente delle crisi dimenticate e dei problemi del sud del mondo e non solo sull’onda delle emergenze.

Dalle periferie del mondo a quelle della legalità. Su questo si sono incentrati gli interventi degli altri relatori. Per Beppe Giulietti, portavoce di Articolo21, la mancata soluzione del conflitto di interesse è “ancora una metastasi che può colpire tutti e che fa il paio con l’assenza di una seria normativa antitrust, con la governance della Rai ancora tutta in mano ai partiti e con la mancata approvazione di una legge contro le querele temerarie”.

Il prof. Paolo Caretti, Diritto costituzionale nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Firenze è intervenuto sul tema del duopolio radiotelevisivo, grave anomalia italiana ma ha sottolineato che è sbagliato accusare l’Europa di mancanza di sensibilità su questo tema. L’anomalia italiana è anche al centro delle riflessioni di Alessandro Cardulli, che rileva come l’informazione, oggi, sia al punto più basso della sua storia. Per il direttore di Rai3 Andrea Vianello, l’informazione televisiva ha una grande e grave responsabilità ad esempio sulle manifestazioni dei “forconi”, ingigantite ad arte pur essendo fenomeni numericamente residuali

Vincenzo Vita, già sottosegretario alle Telecomunicazioni ha messo l’accento sulla crisi dell’editoria: “C’è bisogno di una seria riforma del settore, è doveroso parlare di aiuto pubblico e bisogna preservare l’informazione dai gruppi economici ed industriali dominanti.”
Nicola D’Angelo, già componente dell’Agcom, ha parlato di giornalismo e web, raccomandando l’attenzione alle fonti che, spesso, sulla rete non sono verificabili. Anche Paolo Butturini, presidente di stampa romana è intervenuto sul web evidenziando quanto internet abbia cambiato in meglio i processi produttivi

Per Vittorio di Trapani, Segretario Usigrai, “la discussione sui problemi del giornalismo deve oltrepassare i confini ed essere affrontata a livello europeo. E comunque, qualsiasi soluzione non può prescindere dal trattamento economico dei giornalisti: finché non verranno pagati adeguatamente, saranno sempre sotto ricatto.
Il segretario Franco Siddi è intervenuto sui problemi dell’editoria, e su una crisi che sta piegando testate meritevoli e buttando per strada giornalisti di valore e ha rilanciato la proposta di un fondo autonomo per l’editoria a sostegno di alcuni situazioni di crisi. Per Ida Baldi, giornalista di Rainews24 nel parlare di informazione non si può prescindere dalla situazione indecorosa che vivono tanti colleghi precari senza garanzie né tutele.

Ad aprire la prima giornata di dibattiti è stato Riccardo Cristiano, coordinatore del sito “Il Mondo di Annibale” che ha ricordato Padre Paolo dall’Oglio sequestrato in Siria mesi fa e di cui non si ha più notizia. “I riflettori non si spengano su Padre Paolo e su tutti coloro, giornalisti e non, che sono scomparsi in Siria nei mesi precedenti.

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