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Auguri oltre Cortina

 

Se fossimo un po’ sensibili ai messaggi di Natale aggiungendoci pure un pizzico di scaramantica preveggenza, dovremmo considerare le violentissime staffilate meteo come il regalo più utile che abbiamo ricevuto. Dalle Alpi all’Etna la situazione s’è rivelata disastrosa: frane, valanghe, straripamenti, evacuazioni di massa; tetti, ponti, strade, alberi crollati; isole, paesi, città irraggiungibili e completamente isolati dal resto del mondo. A parte la delinquenziale imbecillità di qualche sciatore che, procurando valanghe, è riuscita ad ammazzare un giovane francese, non si sono avute altre perdite umane. Ed è qui che sta il “regalo”: monito prezioso per l’anno che verrà.

Il nostro martoriato territorio ancora in piedi grazie per lo più alla “miracolosa” barriera naturale delle Alpi, per quanto tempo ancora riuscirà a non implodere? Se esistesse il rating per la classificazione del nostro stato idrogeologico saremmo portatori di un CCC meno:  “estremamente speculativo/rischio di perdere il capitale”. Sicché responsabile buonsenso dovrebbe scatenarci la determinazione di voler agire in modo (ben prima che in Moody’s) severo.
Stante però le innumerevoli dirette fibrillanti da Cortina spacciata in agonia ché la perla (e i pirla che ignorano l’esistenza di caminetti e candele) delle Dolomiti per oltre 24h era priva di elettricità, dal che no riscaldamento, no acqua e pasti caldi, no illuminazioni e cariche cellulari, no musica, no alla (quella) vita insomma, ebbene stante tutto ciò temiamo fortemente che anche il 2014 proseguirà con distrazioni, ma soprattutto distruzioni.

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