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Dall’Editto bulgaro al “kapó” a Schulz. La storia politica di B. non puó essere oggetto di Grazia e di cancellazione della memoria

 

Il presidente Napolitano aveva fatto sapere di non aver ricevuto domanda di grazia da parte del condannato Berlusconi e dei suoi legali.   Ora l’avvocato Longo,tra una smentita ed un’altra, ci ha comunicato che invece la grazia sarà chiesta.   Staremo a vedere, e comunque spetterà alla Procura acquisire le informazioni relative ad un ravvedimento e ad una piena accettazione della legittimità della sentenza e della corte medesima.   Per altro sarà appena il caso di ricordare che Berlusconi ha già subito altre condanne, si è salvato in numerosi altri casi solo per intervenuta prescrizione, e grazie alle leggi da Lui volute, ed è in attesa di giudizio per altre imputazioni dal cosiddetto processo Ruby a quello di Napoli dove l’ex compare De Gregorio lo assegna di aver acquistato i parlamentari necessari a far cadere il governo Prodi e a cambiare le sorti di una legislatura.   In queste condizioni la eventuale concessione di una grazia corrisponderà, come grado di difficoltà, ad un quadruplo salto mortale senza rete che, francamente, ci sentiremmo di sconsigliare a chiunque.   Dal momento che questa pessima fiction é destinata a conoscere nuove ed ancora più ammorbanti puntate, vogliamo riproporre alcuni momenti del vita politica del cavaliere: dalla miserevole esibizione nell’aula del parlamento europeo all’editto bulgaro, tratti dal docu film di Enrico Deaglio.   Per quanto ci riguarda questi episodi, e non solo questi, non potranno mai essere oggetto di Grazia e tanto meno cancellati  dalla memoria collettiva di chi continua a riconoscersi nei valori costituzionali.

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