Il Papa a Lampedusa, i riflettori dei media non si spengano il giorno dopo

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Le parole e i gesti di questo papa stupiscono perché questo mondo fatto di mode, di luci abbaglianti del jet set hanno nascosto la vita vera fatta di sofferenze, patimenti, fame, povertà, ansia per il lavoro che manca; nelle terre lontane ma ormai anche in casa nostra. Francesco sta facendo cose normali per chi vuole essere testimone e predicatore del vangelo; il vangelo del riscatto degli ultimi. Il solo fatto che il papa come prima uscita ufficiale vada a Lampedusa e voglia farlo nelle condizioni più rigorose di testimonianza senza portarsi schiere di poteri e scorte sta a significare un grande gesto di umiltà e sorprende i mondi della vanità.

I media giustamente accendono i riflettori di nuovo su Lampedusa perché ci va il papa. E sarà una prova anche per la loro capacità di essere testimoni permanenti della vita e dell’attività quotidiana. Ma è essenziale che non si spengano le luci il giorno dopo. Non vorremmo che dopo la  visita del papa a Lampedusa i migranti e i problemi dell’integrazione sociale fossero di colpo, nuovamente dimenticati. L’auspicio è che questa azione cosi forte e al tempo stesso mite del papa porti anche i media a riflettere su un’informazione che non ha bisogno di atti di coraggio ma atti di verità permanente.


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