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un “santino” del Papa buono

Francesco lunedì a Lampedusa, l’informazione non si limiti a fare
un “santino” del Papa buono

 

Il prossimo 8 luglio Papa Francesco sará a Lampedusa. Non c’é bisogno di essere credenti per comprendere la forza simbolica, etica, politica di un simile gesto. Quel luogo evoca sofferenza, esclusione sociale, fuga dalla fame e dal terrore. Lungo  quella rotta centinaia di donne e di uomini sono stati inghiottiti dal mare o letteralmente gettati nel mare. Non molto tempo orsono governanti cinici, sempre pronti a nominare il nome di Dio invano ad ogni vigilia elettorale, si dedicavano ad inasprire le pene, a vagheggiare persino la possibilità di sparare sui barconi. Dal momento che Francesco ingenuo non é, ha voluto recarsi alla ” Periferia” dell’Occidente, per evocare altre periferie, intese come mondi oscurati, feriti dalla umiliazione della cancellazione della dignità e di ogni diritto.

Lampedusa é il simbolo  di centinaia di altre isole, la decisione di Francesco costingerà politica e media a dover indirizzare lo sguardo anche dove forse non lo avrebbero voluto indirizzare, o almeno non tutti e certamente con minore intensitá. Il tempo dirá se e quali frutti riusciranno a produrre i gesti di questo Papa, ma l’aver scelto di riportare al centro della attenzione temi scomodi e “divisivi” non puó che piacere a chi, come noi di Articolo 21, ha orrore per il pensiero unico banale, banalizzante ed omologato.  Ci auguriamo che anche il sistema della informazione voglia raccogliere questa sfida e non limitarsi a fare un “Santino” del Papa buono che sceglie di andare a Lampedusa.

Francesco, con il suo gesto, ha chiesto e chiede di illuminare le tante isole cancellate, i tanti mondi censurati, le tante lingue costrette al silenzio. Dare volto e voce a questi invisibili sarebbe il modo migliore per raccogliere la sfida lanciata da questo Papa. Per il servizio pubblico, sarà un banco di prova per dimostrare che l’inclusione sociale sarà davvero il  tratto distintivo della Rai del futuro.  Per queste ragioni, se i francescani del Sacro convento condivideranno la proposta, uno dei prossimi viaggi del nostro itinerario verso le “nuove ragioni” del servizio pubblico lo faremo ad Assisi e sarà dedicato alla inclusione sociale, politica e mediatica dei troppi mondi, in senso letterale e simbolico, oscurati, umiliati, abbandonati alla marginalitá delle periferie vecchie e nuove.

Ps.Un grazie a Francesco Peloso e a Lucio Brunelli che, con le loro riflessioni, hanno contribuito a farci meglio comprendere la portata e la profonditá delle scelte e delle azioni sin qui messe in opera da Francesco.

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