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A proposito del convegno del 2 luglio

 

E’ di buon auspicio l’apprezzamento espresso da più parti nei riguardi del convegno sulla “nuova carta d’identità per la Rai”. E’ un riconoscimento alla collegialità e al rigore con cui abbiamo svolto il nostro lavoro ma anche, evidentemente, al metodo e allo spirito che anima la proposta di riscrivere la mission della Rai coinvolgendo il mondo della scuola e le università, le associazioni culturali, i dirigenti e i dipendenti della Rai, i sindacati, i produttori, ecc.

Giocando d’anticipo abbiamo posto un presidio intorno al rinnovo della Concessione (maggio 2016). A prima vista, la nostra  poteva sembrare un’iniziativa fuori tempo e fuori luogo; invece, la brutale soppressione, per decreto legge, della Tv pubblica greca ha dimostrato quanto possa essere esposto ai colpi di mano un servizio pubblico devastato dal clientelismo dei partiti e dagli sprechi. Non a caso, al primo cenno di indipendenza, sono stati quegli stessi partiti – che ne hanno approfittato per decenni – a decretarne, ipso facto, la chiusura. Fatte le debite distinzioni, bisogna essere consapevoli che la difesa del servizio pubblico, e la conquista di una sua reale autonomia, non sarà un balletto di gala, né oggetto di una rituale schermaglia parlamentare ma, piuttosto, una battaglia campale: una vera e propria “guerra d’indipendenza”.

L’auspicio è che la Rai si presenti con le carte in regola al rinnovo della Concessione (gli interventi al convegno del Direttore Generale e dei Consiglieri di amministrazione lasciano ben sperare); da parte nostra – secondo la felice espressione coniata da Giulietti: “né conservare, né liquidare” – proseguiremo nel percorso volto a promuovere un profondo rinnovamento della Rai e della stessa idea di servizio pubblico. Nei prossimi mesi organizzeremo altre occasioni d’incontro mirate ad approfondire i temi fin qui emersi: creatività, innovazione, qualità di contenuti e servizi; posizionamento della Rai nell’industria culturale e della comunicazione; ammodernamento del modello organizzativo e delle tecnologie; decentramento regionale; non ultimo, un nuovo assetto istituzionale e legislativo che ne garantisca l’indipendenza.

Contestualmente, daremo vita – sperando di poter contare sulla collaborazione del Ministero dell’Istruzione e della stessa Rai – a un “concorso” tra gli studenti delle scuole superiori e delle università che premi la migliore definizione – in non più di dieci righe – della missione che la Rai dovrà svolgere nei prossimi quindici anni: qualcosa di analogo, anche nella forma, a un articolo della Costituzione.  La nuova “carta d’identità”, frutto di quest’ampia consultazione, sarà consegnata nelle mani del Capo dello Stato e del Presidente della Commissione Parlamentare.

Riascoltando la registrazione del convegno trasmessa da GR Parlamento ho potuto apprezzare meglio la varietà e la ricchezza di proposte e prospettive, nessuna viziata da posizioni preconcette o di parte. (Non a caso erano assenti i rappresentanti dei partiti, compresi quelli del sedicente “partito Rai”). E’ pertanto doveroso ringraziare vivamente le personalità e le associazioni che hanno preso parte al convegno scusandoci con quanti, per ragioni di tempo, non hanno potuto prendere la parola: in ogni caso, il forum di Articolo 21 sta diligentemente accogliendo tutti gli interventi previsti dal programma dei lavori.

* coordinatore del gruppo di lavoro sulla Convenzione Stato – Rai

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