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Tv greca: “l’Europa non accetti in silenzio lo scempio che si sta organizzando”

 

Cari amici di Articolo21, vi ringrazio ancora per la straordinaria Assemblea di martedì sera, nel corso della quale avete consegnato i riconoscimenti a quanti si battono per dare luce (e invocare risposte) agli “invisibili”. Nel corso dell’Assemblea siamo stati investiti da una notizia inaspettata battuta dalle agenzie di stampa: la chiusura della tv pubblica della Grecia, decisa con un decreto dal Governo Samaras, motivata con le imposizioni della Troika europea che controlli i conti pubblici della Grecia. Decisione e motivazioni intollerabili, perché privano un popolo di un bene pubblico primario per la formazione della loro conoscenza, delle loro opinioni, cancellando dal panorama televisivo europeo dei servizi radiotelevisivi pubblici un patrimonio linguistico e culturale fondamento della civiltà mondiale.

Spenti gli schermi, muti i segnali audio, a casa quasi tremila persone, da oggi senza lavoro, devastato il valore economico di un patrimonio di frequenze, strutture, tecnologie: intollerabile  privazione di lavoro, libertà, democrazia.

L’Assemblea di martedì ha reagito immediatamente. E oggi, insieme, Fnsi per la sua parte anche con le organizzazioni internazionali dei giornalisti (Efj, e Ifj), voi di Articolo21 e altre associazioni democratiche abbiamo ribadito che non possiamo accettare in silenzio e senza reagire lo shock greco.

Prese di posizioni immediate e azioni organizzate di protesta si sono subito collegate con quelle dei colleghi e dei cittadini greci. Domani alle 12.00, per la Fnsi, per la Ifj e anche per voi e noi tutti, parteciperò alla manifestazione pubblica di Atene davanti alla sede della radiotelevisione ERT, in solidarietà operosa con i colleghi e i cittadini greci. Ci terremo in contatto nella giornata e, particolarmente, nel pomeriggio quando a Roma, tutti insieme, Fnsi, Articolo21 e Associazioni rappresenteremo la stessa protesta davanti alla sede dell’Ambasciata greca.

La settimana prossima parteciperemo alle manifestazioni di Bruxelles davanti al Parlamento europeo.
L’Europa che accettasse in silenzio lo scempio che si sta organizzando in Grecia su un bene pubblico fondamentale per la formazione delle scelte democratiche di ogni cittadino non avrebbe più molta strada davanti a sé.
Può essere che un’azienda di servizio pubblico non funzioni al meglio. Ma in questi casi il malato lo si cura con riguardo e attenzione speciale. Nell’interesse di tutti.
I beni pubblici abbiamo il dovere di tutelarli ad ogni latitudine.

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