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Roma torni a essere la città dei diritti per tutti

 

Lo sappiamo da tempo. Lo diciamo da tempo. In Italia i diritti umani non sono una questione scontata. Tutt’altro. E le politiche di questi ultimi anni hanno davvero peggiorato la situazione. La conferma arriva dal rapporto annuale di Amnesty International. In Italia – si legge – c’è “una progressiva erosione dei diritti umani”. E gli ambiti di “erosione dei diritti umani” sono quelli che conosciamo: migranti e richiedenti asilo; rom; donne; omosessuali.
Quella dell’Italia è una “situazione con molte ombre “ ha detto Antonio Marchesi – presidente di Amnesty International Italia. E allora vediamole queste ombre.
Il mancato inserimento del crimine di tortura nel codice penale. Una lacuna grave che una rete di associazioni impegnate nell’ambito della giustizia e delle carceri (da Antigone al VIC-Volontari In Carcere, a Ristretti, all’Unione delle Camere penali) sta cercando di colmare con la raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare, sulla base del testo della Convenzione delle Nazioni Unite.

La violenza sulle donne e l’omofobia diffusa. Due realtà sottovalutate per troppo tempo, nonostante “l’allarmante livello raggiunto dalla violenza omicida contro le donne” (122 nel 2012).
Discriminazione contro i rom, segregati in campi, sgomberati con la forza e lasciati senza casa. Come è successo a Roma – ha detto Amnesty – dove, nonostante la Cassazione abbia confermato il verdetto del Consiglio di Stato che  dichiarava illegittima la cosiddetta “emergenza nomadi” in vigore dal 2008, le autorità hanno continuato ad applicare il “piano nomadi”, con sgomberi forzati e reinsediamento di rom in “campi segregati”.
Migranti e richiedenti asilo. Sotto accusa il nuovo accordo per il controllo dell’immigrazione sottoscritto con la Libia. Proprio questa intesa, firmata un anno fa dal ministro Cancellieri, rischia – secondo Marchesi – di mettere a repentaglio la vita e l’incolumità dei migranti e dei richiedenti asilo. E ancora le tutele legali per il rimpatrio dei migranti irregolari sono state violate in molte occasioni. Per non parlare delle condizione dei CIE che – dice Amnesty – sono state ben al di sotto degli standard internazionali. La presenza del reato di clandestinità che rende vulnerabili i lavoratori migranti, spesso sfruttati e vittime di abusi, mentre la loro possibilità di accedere alla giustizia è rimasta inadeguata. Le politiche migratorie dell’Italia – secondo il rapporto – non hanno rispettato i diritti dei migranti all’occupazione, a condizioni di lavoro eque e favorevoli e alla giustizia. Mentre sistematicamente, le autorità non hanno protetto i diritti di rifugiati, richiedenti asilo e migranti che hanno continuato a vivere in condizioni difficili e d’indigenza, al punto da spingere i tribunali di alcuni paesi dell’Unione europea a bloccare il loro rinvio in Italia, secondo quanto stabilito dal regolamento Dublino II.

Insomma, una situazione intollerabile per un paese come l’Italia, tanto che Amnesty rilancia l’agenda in dieci punti per i diritti umani in Italia, per eliminare le criticità. Un’agenda che già Amnesty aveva sottoposto a tutti i candidati alle ultime elezioni e che i leader di quattro formazioni che compongono l’attuale esecutivo e 117 parlamentari avevano sottoscritto.
Ora è giunto il momento di mantenere le promesse – ha detto Marchesi – senza nascondersi dietro ad alibi. Lo stesso impegno chiediamo al futuro sindaco di Roma e alla sua squadra. Perché Roma torni a essere la città dei diritti per tutti, i primi e gli ultimi, bambini e anziani, uomini, donne e gay, italiani e stranieri. Un impegno senza il quale Roma non potrà essere considerata davvero la capitale dell’Italia.

* Candidata con Ignazio Marino al Comune di Roma

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