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Lo sciopero dei portuali di Hong Kong e Telecom italia

 

Centinaia di lavoratori portuali  di Hong Kong sono in sciopero dal 28 marzo al Terminal 6 del porto container di Kwai Chung. la notizia potrebbe sembrare banale se non fosse che il porto container appartiene alla Hong Kong International Terminal (HIT), consociata della Hutchison Port Holding e della Hutchison Whampoa Limited, il gigante industrials che controlla i maggiori Porto e terminal industriali  di mezzo mondo e, nel settore delle telecomunicazioni anche la 3 Italia, che in questi giorni sta negoziando la sua integrazione con Telecom Italia.

La 3 Italia ed il suo azionista di controllo:  la Hutchison Whampoa hanno condizionato la fusione od integrazione all’acquisizione di ulteriori quote di Telecom, tali da diventare l’azionista di riferimento.

La questione sul piano sindacale  può assumere contorni preoccupanti visto che ad HongKong la Hit, controllata appunto da Hutchison Whampoa, in violazione delle norme internazionali sulla libertà sindacale e sulla contrattazione collettiva, ratificate dalle autorita di Hong Kong,si rifiuta di negoziare con il sindacato democratico l’UHKD (Union of HongKong Dockers affiliata alla HKCTU), scegliendo invece di dialogare, guarda caso solo con il sindacato legato al governo di Pechino.

I lavoratori in sciopero chiedono adeguamenti salariali,fermi da ben 15 anni, e migliori condizioni di lavoro caratterizzate oggi da fortissime condizioni di rischio, alti livelli di infortuni dovuti anche ai lunghissimi turni di lavoro, in assenza di pause per i pasti o di mense,costringendo così persino i lavoratori addetti alle gru di consumere i pasti in alto sulle loro cabine durante l’orario di lavoro.

La  HIT che assume direttamente solo una piccola parte di lavoratori e che opa attraverso quattro ditte appaltatrici, ha permesso l’assunzione di lavoratori in sostituzione degli scioperanti, minacciando di non riassorbirli al termina delle agitazioni e ottenendo una ingiunzione del tribunale contro i picchettaggi del terminal.

Nonostante la gravità della situazione, le autorità locali non hanno adottato, come previsto per legge, alcuna iniziativa di mediazione.

Lee Cheuk Yan, segretario della confederazione HKCTU a cui sono affiliati i lavoratori in sciopero ha lanciato un appello alla solidarietà internazionale di tutti i lavoratori direttamente ed indirettamente legati alla Hutchison Whampoa, perché si “ristabiliscano le regole internazionali dell’ILO e condizioni di lavoro dignitose: ” questo atteggiamento di duro attacco e di ostruzionismo nei confronti dei lavoratori di Hong Kong rappresenta una minaccia per i lavoratori in altre parti del mondo”.

Lee Cheuk Yan ha anche chiesto cheTelecom Italia , in questa fase negoziale richiami il prossimo partner al rispetto di tali regole: “Telecom Italia dovrebbe sapere che dovrebbe far rispettare al nuovo partner le Linee Guida Ocse sulle multinazionali, che prevedono la responsabilità delle imprese al rispetto delle norme internazionali ILO anche nelle consociate, appaltatrici e subappaltatrici. Inoltre secondo le norme OCSE, se 3Italia e la HW diventeranno socie di Telecom Italia, anche Telecom potrebbe essere chiamata in causa dai lavoratori per quello che sta succedendo ad Hong Kong.”.

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