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Lettera aperta al direttore Bruno Vespa: “Nessuno mi ha ceduto il posto”

 

Gentile Direttore,
ho appreso con un certo sconcerto che un professionista e uomo di cultura come Lei, si faccia amplificatore del messaggio misogino e falso che sarei stata eletta grazie al passo indietro del Senatore Marini e che il risultato raggiunto non sia merito mio, ma dovrei ringraziare e compiacere qualcuno. Non so davvero da quale fonte abbia attinto la notizia. Le assicuro che è falsa e lo stesso senatore Marini ha più volte smentito, in precedenza, questa ipotesi. Faccio appello alla sua deontologia professionale per chiederLe, com’è giusto, il diritto di replica.

A differenza di alcuni non sto in politica per concessione di un capo, ma per scelta dell’elettorato e non ho mai voluto svolgere il ruolo di controfigura. Sono abituata a combattere e a rappresentare, come posso, la volontà degli elettori. Credo conosca bene la tenacia e l’orgoglio delle donne aquilane.
Il mio partito ha stabilito di candidare capolista chi avesse vinto le primarie. In Abruzzo così è accaduto, tanto per me, quanto per il mio collega Giovanni Legnini alla Camera.
Capisco che la parola “primarie” faccia venire l’orticaria a qualcuno del centrodestra, che non è avvezzo alle decisioni collegiali e alle indicazioni della base; metodi troppo democratici per chi è abituato, al contrario, al vassallaggio militante, e a chinarsi supinamente al diktat del capo. Io non l’ho mai fatto, né mai lo farò.
Conosciamo bene i meriti di Franco Marini, a cui mi legano stima e amicizia, così come nessuno mette in dubbio la sua lunga e meritevole storia politica ed istituzionale.
Marini ha ottenuto la deroga per la sua candidatura in Abruzzo e quindi, rispettando l`esito delle primarie, è stato candidato al secondo posto. Una posizione che lui stesso ha ritenuto giusta.
Stesso discorso è valso per altri due candidati nelle liste del PD, non scelti con le primarie, ma inseriti nelle liste da Roma. Paola Concia è stata candidata al terzo posto al Senato, mentre Yoram Gutgeld al quinto posto alla Camera.
Se Franco Marini non ha ottenuto il seggio al Senato, è colpa solo del cattivo risultato che il mio partito ha avuto in Abruzzo. Solo a L’Aquila il risultato è stato davvero incoraggiante. Questo vorrà pur dire qualcosa.
Ma, nonostante tutto, l’emorragia di voti abruzzesi ha penalizzato nomi importanti, Marini, Paola Concia, Giovanni Lolli, aquilano anche lui.
Hanno tutti dovuto pagare il prezzo di un risultato elettorale non certo brillante.
Mi spiace dover dire cose che tutti sanno e che sono scontate e di doverle dire in un momento così delicato, tuttavia respingo con forza l’immagine della irriconoscente, che non mi si addice affatto.
Il mio voto per Rodotà non è stato un voto contro Marini, ma contro strani intrecci e una logica sbagliata, che hanno esposto lo stesso Marini a critiche ed attacchi esagerati.
Errori che hanno costretto il PD a cambiare rotta.
Non ho sbagliato io a votare, era l’operazione politica ad essere sbagliata. Marini è stato solo una vittima.

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