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Gioco d’azzardo. E Pavia lancia la “Carta etica” per esercenti

 

Solo una settimana fa Carlo Gariboldi, su Articolo21, aveva dato conto della “lotta” avviata dalla città di Pavia ( capitale italiana del gioco d’azzardo) contro le slot-machine e delle iniziative già proposte per arginare il fenomeno. Ieri ad assestare un colpo ulteriore la presentazione, da parte del Comune, di una Carta Etica ( la prima in Italia) per locali senza slot e quindi “amici delle famiglie”.

A lanciarla il sindaco Alessandro Cattaneo, vice presidente vicario dell’Anci, insieme all’assessore Rodolfo Faldini e a Simone Feder e Diego Turcinovich della comunità Casa del Giovane.
“Obiettivo del progetto- si legge appunto sul sito dell’Anci- è sensibilizzare sul problema del gioco d’azzardo, dell’alcol e delle dipendenze. Gli esercenti pavesi che adotteranno le 9 regole della “Carta Etica” otterranno un marchio da esporre e diventeranno locali ‘amici delle famiglie’ con particolare attenzione all’educazione.”
La carta Etica, di cui pubblichiamo il testo subito sotto, non solo impone una serie di regole molto rigide ma implica anche: “…la diffusione e promozione nel locale di brochure e materiale di sensibilizzazione su tematiche come il gioco d’azzardo, droghe, alcool, dispersione scolastica. Sono già 30 gli esercenti pavesi che hanno aderito alla “Carta Etica” e potranno esporre il marchio di qualità una garanzia per il consumatore. Un elenco degli esercizi aderenti verrà pubblicato sul sito web del Comune di Pavia.”

CARTA ETICA COMUNE DI PAVIA

ESERCIZIO ETICO, UN MARCHIO DI QUALITA’

ESERCIZIO ETICO, un “marchio di valorizzazione e qualità” al fine di rafforzare una presa di coscienza etica ed economica per tutti quegli esercizi “amici” delle famiglie con particolare attenzione all’educazione.

Un progetto, il primo sorto in Italia, voluto dall’Amministrazione Comunale, in collaborazione con la Comunità Casa del Giovane ed il Tavolo Permanente Prevenzione Dipendenze, sulla sensibilizzazione e consapevolezza delle problematiche sociali legate al gioco d’azzardo, all’alcool e alle conseguenze della movida. Problemi che costituiscono una diseconomia sul piano collettivo.

Sono già 30 gli esercenti pavesi che hanno aderito alla “Carta etica” con le regole da rispettare per potersi fregiare del marchio. Le attività commerciali di diritto verranno inserite in un apposito elenco pubblicato e consultabile sul sito web del Comune di Pavia.

Nove punti per la promozione e valorizzazione dei locali che otterranno la denominazione di “esercizio etico” con il marchio da esporre, ed il cui nome verrà diffuso, in accordo con l’Amministrazione Comunale, presso le sedi di altri luoghi di interesse turistico.
In accordo con gli esercenti, il Comune di Pavia, inoltre, potrà stabilire di coordinare e promuovere la realizzazione di schede e altro materiale informativo da conservare presso gli esercizi.

Le regole della carta etica per ottenere il “marchio”

1.Non possedere slot machine o altre apparecchiature legate al gioco d’azzardo

2.Mantenere un corretto rapporto “guadagno-prezzo”

3.Impegnarsi per la costruzione di un tavolo di confronto permanente tra associazioni famigliari, dei consumatori, degli esercenti, realtà di cura del territorio ed enti pubblici, che permetta di riattivare il legame fiduciario tra cittadini-esercenti-territorio

4.Impegnarsi attivamente nella diffusione e promozione nei propri locali di brochure e materiale di sensibilizzazione verso tematiche come il gioco d’azzardo, droghe, alcool, dispersione scolastica

5.Non somministrare alcolici e superalcolici ai minorenni e impegnarsi attivamente nel prevenire ogni forma di abuso all’interno del locale, esponendo in modo visibile il cartello di divieto di somministrazione di bevande alcoliche ai minori di anni 18 e di divieto di fumo, come stabilito dalla legge

6.Rifiutare di servire e/o di far entrare le persone in stato d’ebbrezza o in condizioni manifeste di alterazione psicofisica, impegnandosi per quanto possibile a mantenere nel locale comportamenti educati e rispettosi

7.Offrire spazi rivolti all’incontro tra generazioni, all’associazionismo giovanile, ad iniziative di ‘tempo libero impegnato’, al ritrovo tra famiglie.

8.Favorire l’utilizzo e la circolazione di prodotti a km zero, scegliendo produttori che a loro volta siano impegnati in scelte etiche forti (cooperative sociali locali, prodotti no pizzo, aziende che non operano sfruttamenti)

9.Garantire forme di trattamento contrattuale adeguato per i dipendenti

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