Grillo ci ha messo la stella di David addosso

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Io c’ero. C’ero alle 14,00, all’ufficio accoglienza del Movimento 5 stelle a Piazza San Giovanni. C’ero, in fila per un’ora e mezza, in attesa della possibilità di entrare a fare il mio lavoro di cronista che, in modo oggettivo, ha seguito la campagna elettorale per Rainews24 di queste elezioni politiche. E c’ero anche in Sicilia, per le Regionali, per raccontare anche quelle elezioni. C’ero anche per tutta la campagna elettorale del movimento cinque stelle, c’ero a Mazara del Vallo. C’ero ad intervistare nel corso di questi mesi Cancelleri, Barillari, Di Battista e lo stesso Beppe Grillo.
E ieri ero in fila, senza avanzare pretese alcune, rispettando civilmente la coda, in attesa che mi si permettesse, come tanti altri colleghi, di lavorare. Per continuare il racconto. Fino a quando, poi, ti dicono ancora una volta di aspettare. Ma, visto che ci sono i collegamenti da fare per raccontare agli italiani una delle principali e fondamentali novità di questa campagna elettorale, allora ti decidi ad andare ugualmente alla tua postazione. Anche senza quell’accredito che ti permette di accedere nel backstage. Lo fai, sapendo che starai fuori dalla zona in cui puoi parlare con i candidati. Hai difficoltà a far sentire la loro voce.  Quello che pensano, quello che vogliono fare. Hai la fortuna di conoscerne qualcuno e di chiedergli “vieni di qua dal muro a raccontarmi le tue idee, il vostro impegno”.  Ma lo fai con difficoltà.  In pratica fai – con grande difficoltà per colpa dello staff di Grillo – quello che Grillo ci accusa di non fare.  Dare la voce a loro.
 
Ti danno un passi solo. Per entrare ai limiti del backstage. Un foglio bianco con scritto sopra “passi solo per il bagno”. Solo per fare la pipì perché i bagni stanno dopo le transenne. Un atto di cordialità. E ti senti una stella gialla disegnata addosso. Non capisci l’accanimento contro chi questo mestiere – di responsabilità – lo fa con responsabilità, trasparenza, oggettività.
Invece no. Per Grillo siamo tutti uguali. Siamo servi di una politica che teniamo in vita. Non gliene frega nulla che in Rai c’è chi da anni fa battaglie per mettere la politica fuori dalla porta. Non gliene frega nulla di chi ha sudato questo posto dopo anni e anni di gavetta. Di chi ha fatto una scuola che ti permette di essere inserito in azienda. Di chi si impegna quotidianamente perché il servizio pubblico svolga un ruolo sempre più vicino all’Italia.  Delle donne e degli uomini che in Rai ogni giorno fanno bene il loro lavoro.  Non fa differenza. Tutti uguali.  Lui la stella gialla ce l’ha messa a tutti.  Anche a quei giornalisti – e ci sono – che magari voteranno i 5 stelle. Tutti a casa!  Tutti. Anche quelli che in questi ultimi 20 anni hanno difeso il diritto al pluralismo, ad un’informazione libera.  
 
Continuo il mio lavoro. Sofferente e con una insofferenza crescente.  La postazione è all’esterno, di lato al palco, fuori dalle transenne. Ti dicono che il segnale lo devi prendere da Sky, l’unica autorizzata a fare la diretta del comizio di Grillo. L’unica ad avere i giornalisti all’interno. Sarà l’unica testata italiana ammessa a corte, che poi è di proprietà di un australiano che non ha nemmeno tanta dimestichezza con le leggi sul conflitto di interessi, con quelle sulla concorrenza. Insomma, un monopolista che per certi versi non è poi tanto diverso da quel Berlusconi che Grillo attacca dal palco. E, ovviamente, parlo di Murdoch e non dei tanti bravi colleghi che lavorano per lui. Da cui, però, una parola sull’ostracismo comminato ai colleghi lasciati fuori, messi al bando forse  mi sarei aspettato. No. Silenzio. La stampa estera, anch’essa accolta dallo staff di Grillo, almeno protesta per questa scelta fatta dallo staff. Ma noi siamo sempre fuori. Con le telecamenre che possono prendere il palco solo di sguincio.
 
E quella piazza? Una piazza in cui si riconoscono tante facce che erano a protestare con i giornalisti e a difendere la costituzione e il pluralismo non dice nulla. Nessuno è pronto a dire che, come in tutti i luoghi, in tutte le società e comunità, piccole e grandi, ci sono persone oneste e disoneste. Io lo ammetto. Tra i giornalisti c’è stato e c’è chi fa il proprio lavoro per bene e chi non è trasparente. Ma no.  Alla logica per cui tutti  i giornalisti italiani sono servi io non ci sto. Io e tantissimi altri colleghi non siamo servi di nessuno.  Servi suoi, forse, saranno quelli che all’interno del movimento non hanno nemmeno provato a contestare quest’atto che è di una gravità inaudita. Se per Grillo ci sono giornalisti colpevoli di piaggeria o di essere servi della politica, faccia i nomi. Dica chi sono. Ma io non ci sto ad essere accusato di servilismo. Legga le storie di ognuno di noi, legga il lavoro che facciamo quotidianamente e se vuole governare questo paese provi a rispettare la Costituzione. Quella Costituzione i cui articoli, poi, sono stati letti dal palco.

11 thoughts on “Grillo ci ha messo la stella di David addosso

  1. Rispetto la rabbia per la criticabile gestione degli ingressi durante la manifestazione. Ma devo far notare che non vi è una parola sul contenuto della manifestazione, sulle parole pronunciate da Grillo, dai candidati e dagli eletti del movimento nel corso della serata.
    Neanche un cenno sulla portata storica della manifestazione. Questo non vi fa riflettere?

    1. Puoi chiederti se magari il tutto lo si deve alla difficoltà per noi giornalisti di raccontare quel che stava accadendo? O l’impossibilità superata con grande difficoltà di intervistare alcuni candidati (io ne ho inbtervistati due, Alessandro Di Battista e Selena Caputo). E abbiamo dato in diretta 20 minuti del comizio di Beppe Grillo, e ho fatto 7 collegamenti da San Giovanni. Questa è disattenzione? Ho parlato di 800 mila presenti e di 120mila collegati via web dicendo che erano dati dell’organizzazione. Uno cosa vuole di più. Cosa si intende per giornalismo che informa? Dimmelo tu?

  2. Carissimo Fabio, se io fossi stato giornalista, se facessi il mio mestiere correttamente e non da pennivendolo (colui che ha venduto la propria penna), se, in quest’ottica, fossi stato al seguito di Grillo non per la prima volta

    e

    se fossi stato invitato a starmene fuori da questo momento “storico”

    IO AVREI FATTO LO STESSO DI GIORGIO SANTARELLI

  3. Il vero problema del giornalismo italiano è che tra i molti che ci lavorano ci sono pure quelli che hanno voglia o sono invogliati ad essere tifosi di questo o quel partito. E non è un dovere sapere di chi ci si potrà fidare. Quella del purismo mediatico è per il M5S una scelta difficile, dolorosa e che ci fa perdere molti voti, anche se forse ce ne guadagnare altri. Siamo neonati e come tali abbiamo bisogno di protezione, per questo abbiamo regole stringenti. Purtroppo le tante notizie manipolate su di noi, spesso trasversali da destra, centro e sinistra, ci hanno convinto che tutto ciò, per ora, è necessario.

  4. Ciao Giorgio, non voglio essere offensivo nei tuoi confronti, ma ciò che è successo a roma l altra sera è stato il culmine di una situazione che si trascina ormai da anni, il m5s è trattato dai media tradizionali come se fosse il diavolo, l anticristo, il peggio della società… sono anni che tv di stato e del piccolo mafioso ci mortificano, nascondono le nostre proposte e mentono spudoratamente riguardo a noi e ai nostri motivi.. sono anni che i giornali nazionali ci sotterrano, ignorano, fanno incazzare…
    Leggo spesso articolo21 e anche qui non trovo mai nessuna notizia che parli del m5s, lo capisco, visto che è un sito di sinistra che non si rispecchia nel movimento ma almeno per diritto di cronaca ogni tanto dovreste parlarne.. e invece anche qui l unico articolo che vedo dopo mesi e mesi è questo in cui si critica il m5s… senza offendere nessuno caro Giorgio, ma noi siamo stanchi.. e siamo pronti ad una rivoluzione.. pacifica o no.. mi spiace per ciò che è successo a te, ma i media sono totalmente collusi col potere e quindi verranno spazzati via.. si salverà solo chi avrà fatto correttamente il suo lavoro.. ciao

  5. Il movimento 5 stelle ha o ha avuto lo stesso spazio dei partiti politici in questa campagna elettorale quì sul vostro sito per non parlare sulle reti nazionali? è sempre stato screditato e minimizzato e vi meravigliate se nel momento topico non salite sul palco? invece di criticare grillo critichi i sui colleghi che hanno fatto un lavoro di disinformazione schifoso in tutto questo tempo. non c’è bisogno di dire i nomi perchè basta accendere la tv o leggere i giornali che sono alla portata di tutti.

  6. Non fate le vittime. Tutti voi avete fatto marchette fino ad ora. La stella di David? Comparare quello che vi e’ successo alla massima onta nazista e’ la cifra del vostro “giornalismo”. L’altro giorno ad un comizio Grillo ha detto di chiudere i sindacati ed uno dal pubblico ha gridato “No”. Un giornale ha titolato “Grillo attacca i sindacati e dalla piazza gremita la risposta e’ no”. Grillo stesso ha difeso i giornalisti, il problema spesso viene da chi compone i titoli. Ma non ci si può difendere dietro il pane da portare a casa, fate i giornalisti! La deontogia dov’è?

    1. Grillo è stato in televisione più di Berlusconi. A me fa venire il vomito e non sono riuscita ad evitare di sorbirmelo ogni giorno e a ogni ora.

  7. Bene, ora hai provato sulla tua pelle quello che hanno provato cinquantamila tassisti italiani dodici mesi orsono quando i tuoi colleghi della carta stampata riempivano le prime pagine di articoli farneticanti sulle tariffe più alte d’Europa, sulla lobby tra le più potenti al mondo e sul mercato nero delle licenze. Blaterando di liberalizzazioni con la tessera dell’Ordine in tasca e i finanziamenti all’editoria nel cassetto. Brutto essere discriminati, vero? Senza offesa, non ce l’ho su con te in particolare. Ma, come dire, il fatto è, chi è senza peccato… come si dice?

    1. anche le piazze di mussolini erano sempre piene e tutti rispondevano sempre si

  8. l’analogia con la la stella di David e con le persecuzioni naziste degli ebrei e’ completamente fuori luogo ed inappropriata; fareste bene a rettificarla per rispetto dei milioni di persone ammazzate barbaricamente dai nazisti e che nulla a che vedere con il vostro caso.
    grazie

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