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Bill Emmott: “L’auto-censura è una minaccia per la libertà”. Oltre 30mila firme alla petizione Articolo21-Change.org

 

“Annalisa Piras ed io siamo molto grati ed incoraggiati dal supporto di tutti quelli che hanno firmato la petizione”. Esordisce così l’ex direttore dell’Economist Bill Emmott in una lettera indirizzata ad Articolo21 e Change.org promotori dell’appello per chiedere che il film “Girlfriend in coma”, di Bill Emmott e Annalisa Piras, rinviato dalla presidente della Fondazione Maxxi di Roma Giovanna Melandri a dopo le elezioni venga proiettato il 13 febbraio come da programma”. La petizione (che vi invitiamo a firmare) ha superato in soli due giorni le 30mila firme. “Questa petizione – prosegue Emmott – significa molto per noi. La decisione del Maxxi illustra alcuni punti molto importanti riguardo alla libertà d’espressione e la libertà dei media in Italia. Innanzitutto ci mostra che la politicizzazione delle istituzioni culturali e troppo spesso degli stessi media è un enorme ostacolo alla libertà di espressione e di pensiero. Se il Maxxi stia agendo per motivi politici oppure (come dice la Presidente Melandri), per evitare di essere politicizzati, non importa: in entrambi i casi questa politicizzazione ha bloccato il dibattito culturale in Italia in un modo che non potrebbe verificarsi in Germania o in Inghilterra o in America. In secondo luogo, ci dice che quella difensiva, cauta, anche vile forma di auto-censura è una minaccia per la libertà tanto grande quanto un intervento aggressivo”. “In terzo luogo – conclude Emmott – ci mostra che tutti dobbiamo agire per impedire che questo succeda, dobbiamo prendere una posizione e mostrare coraggio morale. Ed è ciò che hanno fatto tutti coloro che hanno firmato questa petizione. Ne siamo molto grati”.

“Perché non si dovrebbe proiettare un film “politico” prima delle elezioni?” si chiede il direttore di Articolo21 Stefano Corradino. “Se passasse questo concetto dovrebbe essere cancellata la programmazione dalle sale di decine di film italiani e internazionali, attualmente in circolazione, che hanno “valenza politica” quanto trattano di guerra, di lavoro, di eutanasia”…
“Alcuni circuiti cinematografici, direttori di giornali e associazioni, a partire da Articolo21 – afferma Corradino – hanno già dichiarato la loro disponibilità a proiettare da subito il film di Emmott ma l’augurio è che la Melandri voglia tornare sui suoi passi, consentendo la programmazione del film il 13 febbraio prossimo come da programma, così da evitare che l’Italia scenda ulteriormente in quelle graduatorie internazionali della libertà di espressione che la vedono già in una posizione umiliante”.

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