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Informazione: Don Ciotti, “Il pluralismo non è solo rifiuto del pensiero unico, ma anche del conformismo”

 

“Vogliamo la storia delle persone” esordisce così con la solita straordinaria passione Don Luigi Ciotti alla serata conclusiva della quarta conferenza programmatica di Articolo21 che si è tenuta ad Acquasparta dal 9 all’11 novembre. “Sono anni – afferma Don Ciotti – che parliamo di problemi del mondo dell’informazione…” Due i principi irrinunciabili secondo il presidente di Libera: indipendenza e pluralismo. “L’informazione deve essere libera,  precisa, lontana da conflitti di interesse e pluralista. E’ un problema di democrazia, ora la nostra è pallida.”
E continua :“…pluralismo non è solo rifiuto del pensiero unico, ma anche del conformismo. Manca la ricerca, l’approfondimento, si rincorre la notizia. Mentre rimangono i problemi, l’informazione diventa merce.” Don Ciotti sottolinea la funzione educativa e formativa che l’informazione di fatto continua ad avere. Funzione formativa per lo sviluppo di un pensiero critico: “Non vogliamo essere gli ortopedici del sociale.” Ribatte più volte. “Bisogna prendere coscienza di una società che si sta impoverendo”. Questo uno dei grandi temi oscurati. Come temi oscurati, sottolinea ancora Don Ciotti sono questioni come la tratta, i Cie, la corruzione, il gioco d’azzardo, le dipendenze, battaglie che Libera continua a portare avanti, molte volte, anch’essa oscurata. “Sono cresciuti gli elementi di esclusione nel nostro paese, c’è un problema di civiltà.” Conclude. “Il mondo dell’informazione deve fermarsi a riflettere perchè le ricadute sociali trovano anche qui le loro complicità”
“I temi della giustizia sono pericolosamente lontani da quelli dell’informazione.” Questo il parere espresso invece dal Procuratore di Terni Fausto Cardella intervenendo sul rapporto giustizia e informazione. “ Si pensi ad esempio della sentenza Grandi rischi: i tempi della giustizia sono più lunghi di quelli dell’informazione; l’informazione ha bisogno di avere la notizia immediata anche in rapporto alle sentenze.” Tornando a parlare del ddl diffamazione per il procuratore Cardella: “La notizia non data o la notizia oscurata è quasi peggio della diffamazione.”

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