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Mostra del Cinema, vento di cambiamento?

 

E oggi è iniziata la Mostra del cinema, son stata al Lido, appena scesa dal bus mi son trovata davanti un gruppo di giovanotti belli, alti, abbronzati, fisici aitanti: erano carabinieri in tute antisommossa; a cerimonia che si rispetti c’è pure la dimostrazione che si fa valere. Le maestranze protestavano contro la chiusura di Cinecittà decisa per crisi, per scarsa produttività: ora si spende molto meno nei paese dell’est e allora via tutti la, pure da Hollywood, conta il denaro, e a Roma si trovano in braghe di tela. Manifestazione pacifica, non se li filava nessuno, il resto della popolazione era davanti al palazzo del cinema, la parola d’ordine è: esserci. in realtà sarebbero due, le parole d’ordine, l’altra è: sobrietà. E dopo anni di regno Muller, che in tanti abbiamo idolatrato, chissà perché poi, forse quel suo cinese ostentato così, o quella sua passione per i film dal far west, è iniziata oggi la Mostra del Cinema targata Barbera.
Oggi, Muller, non se lo ricordava già più nessuno, quei petali sulla facciata del palazzo del cinema davano un’aria di freschezza e pulizia, quel red carpet nel foyer ampliato sapeva di regale ma pure di democratico.
Oggi ho partecipato alla cerimonia di apertura solo da spettatrice esterna, non ho inviti, non ho conoscenze così importanti e quindi fuori, come tutto il popolo, ad ammirare vip, più o meno famosi, sfilare nei loro abiti più o meno eleganti. Avrei avuto piacere di veder il film su fondamentalismo, ma tocca aspettare il cinema, andare al palabiennale manco morta, quello è peggio di una sala di tortura, se devo pagare pago per avere comodità e non una sedia di plastica scomoda. Gli invitati erano quelli di sempre, ho avuto un simili attacco di panico quando è passata la coppia santachirurhìgica e Sallusti. Poi i soliti nobili decaduti, i giornalisti di sempre, e il bel ministro Clini, sorridente rincorso da amiche che lo abbracciavano e tutto in grande sobrietà; Barbera pare non sia nemmeno apparso in sala, come un padrone di casa attento, come un regista ha seguito tutto dietro le quinte. E io osservavo tutto dal di fuori, domani tocca pure a me, due film, per il momento, anche se sarei tentata da un francese tanghero alla mattina. La festa è iniziata, io non ho ancora messo l’abito bello, spero siano nove giorni di bel cinema. Quei giovanotti che mi hanno accolta appena scesa dal bus mi hanno dato una buona impressione, tutti gentili, tutti sorridenti, tutto pare nuovo, pure la mezza buca rattoppata, la voragine rimasta è meno disgustosa degli anni scorsi. Deve essere il nuovo che è arrivato, vento di cambiamento. spero di non sbagliarmi.

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