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Sud Sudan, 150 ong insieme per ‘We want peace 2012’ mobilitazione mondiale nell’anniversario dell’indipendenza

 

I rifugiati di Sud Sudan e Sudan insieme ad attivisti per i diritti umani, organizzazioni della società civile e leader religiosi di tutto il mondo hanno animato una manifestazione globale per la pace tra i due Paesi. Manifestazione ed eventi culturali e musicali si stanno svolgendo in tutto il mondo, da Washington DC, Londra, Berlino a Toronto e Roma.

La campagna “We want peace 2012” è supportata da oltre 150
organizzazioni tra cui il Consiglio africano dei leader
religiosi, l’Istituto del Cairo per gli studi sui diritti
umani, il Progetto Enough, FIDH, IKV Pax Christi, il
Consiglio norvegese per i rifugiati, Refugee International,
Reporters Without Borders, Secours Catholique ed Italians
for Darfur.

In Italia l’evento, promosso dall’associazione promotrice
della campagna di sensibilizzazione per i diritti umani in
Sudan, avrà luogo al Teatro San Genesio.
Il presidente di Italians for Darfur, Antonella Napoli, il
portavoce della comunità dei sud sudanesi nel nostro
Paese, Fred Osuru, e in collegamento da Toronto Emmanuel
Jai, ex bambino soldato ed ora rapper di fama mondiale,
daranno vita insieme ad artisti che suoneranno a titolo
gratuito a un ‘rally’ di musica e solidarietà.

“Mancano solo tre settimane alla scadenza del termine per
l’attuazione della risoluzione ONU 2046 – sottolinea la
Napoli, giornalista e attivista per i diritti umani da anni
impegnata nella campagna per il Sudan – ma non è il
momento di perdere la speranza. Si deve continuare a
lavorare affinchè un accordo sia possibile, se così non
fosse si condannerebbe al fallimento l’iniziativa di pace
delle Nazioni Unite. Ora è il momento di agire. Insieme,
oggi come domani, tutte le nostre organizzazioni ricordano
ai propri governi, all’Unione africana e alla Lega degli
Stati arabi, che i cittadini su entrambi i lati del confine
sudanese, o rifugiati  in tutto il mondo, vogliono la fine
del combattimento”.

La campagna “We want peace 2012” invita le Nazioni Unite e
tutte le organizzazioni e i Paesi coinvolti a fare tutto il
possibile per convincere Sudan e Sud Sudan a risolvere le
questioni in sospeso tra di loro. Questo significa aderire
alla tabella di marcia dell’Unione africana per la pace ed
il rispetto totale della risoluzione ONU 2046, approvata il
2 maggio, che ha chiesto la fine immediata delle ostilità,
il ritiro delle forze e una ripresa dei negoziati insieme
all’UA.
Tra le questioni pendenti tra i due Paesi ci sono il
petrolio, i confini, i rimpatriati e il territorio conteso
di Abyei. Le Nazioni Unite hanno fissato la scadenza del 2
agosto, che richiede esplicitamente che il Movimento di
liberazione del popolo sudanese – Nord (SPLM-N) e il governo
del Sudan raggiungano una soluzione negoziata sulla
sicurezza negli stati del Sud Kordofan e del Nilo Azzurro,
inoltre consentendo l’accesso umanitario.

Elenco completo delle organizzazioni aderenti alla campagna:

African Centre for Peace and Justice Studies, Aegis Trust,
Consiglio africano dei leader religiosi, Forum per la pace
in Africa (APFO), Forum di risorse e ricerche africane
(ARRF), Arab Coalition for Darfur (rappresenta 135
organizzazioni arabe della società civile), Programma
arabo attivisti dei diritti umani (Aphra), Associazione
congolese per l’accesso allla giustizia (ACAJ), Bonn
International Center for Conversion (BICC), l’Istituto Cairo
di studi sui diritti umani (CIHRS), Community Empowerment
for Progress Organisation (CEPO), Cordaid, Darfur Bar
Association, Darfur Relief and Documentation Centre,
Progetto Enough, Iniziativa egiziana per i diritti personali
(EIPR), Federazione Internazionale per i Diritti Umani
(FIDH), Funj Youth Development Association (Stato del Nilo
Azzurro, Sudan), Genocide Alert, Gesellschaft für bedrohte
Völker, Global Witness, HART (UK), Humanity United, ICCO
(Paesi Bassi), IKV Pax Christi, Centro Internazionale per la
politica e conflitti, International Refugee Rights
Initiative (IRRI), Italians for Darfur, Justice and Peace
Commission of French Bishops�f Conference, Al Khatim Adlan
Centro per l’illuminazione e lo Sviluppo Umano (KACE),
Mensen met een Missie (Paesi Bassi), Mother’s Union (UK),
National Union of Teachers (UK), Norwegian Refugee Council,
Relief Nuba, Rehabilitation and Development Organisation
(Sud Kordofan Stato, Sudan), Gruppo norvegese di suppoerto
alla pace in Sudan (SFS), Peace Direct, Refugees
International, Reporters Sans Frontières (RSF),
Saferworld, Secours Catholique, Socio-Economic Rights and
Accountability Project (SERAP), Sudan Democracy First Group,
United to End Genocide, Waging Pace.

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