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Viareggio: i familiari delle vittime: “Il nostro dolore non va in prescrizione”

 

Oltre 10 mila persone hanno partecipato alla commemorazione della strage di Viareggio Un corteo silenzioso ha attraversato la città salutato dai  tricoloria mezz’asta, le luci spente dei negozi e i fischi di tutti i treni che  ieri hanno transitato per quella stazione ferroviaria in cui lunedì 29 giugno  2009 sono morte 32 persone. Tre anni dopo c’è un indagato per ogni morto: la Procura  di Lucca ha infatti chiuso le indagini preliminari sul quell’incidente.
Tra gli indagati ci sono anche il Gruppo Ferrovie dello Stato e il suo amministratore Mauro Moretti, nove le imprese coinvolte per  i reati di disastro ferroviario colposo, incendio colposo, omicidio e lesioni colpose plurime.
Aldo Cicala procuratore capo di Lucca spiega: “Gli indagati rimangono 38 ma 32 di questi, lunedì sera intorno alle 20, hanno ricevuto  per mail con posta certificata le 270 pagine di  avviso di conclusione delle indagini.  Rimangono  ancora aperte le posizioni di sei cosiddette figure minori”.
Si apre  una speranza di giustizia per i familiari e i  sopravvissuti all’esplosione. “Una carezza per il cuore – ha commentato Daniela Rombi dell’associazione “Il mondo che vorrei” e madre di Emanuela morta in via Ponchielli a 21 anni. “Si apre una seconda fase , forse anche più difficile ma noi continueremo. Il nostro dolore non va in prescrizione e non è vero che più passa il tempo e più le cose migliorano. Per  42 giorni ho visto patire  mia figlia completamente ustionata. Qualcuno dovrà rispondere per la morte di  32 innocenti”.
Era lunedì 29 giugno 2009 quando  un treno merci carico di 14 carri cisterna contenenti gpl, in transito da Viareggio, deraglia trascinando con  sé altri quattro carri. Sul fianco di una delle cisterne (che oggi giace  adagiata all’interno di una gabbia) si apre uno squarcio dal quale fuoriesce il gas che a contatto con l’ossigeno divampa nell’infernale incendio. Il procuratore Cicala quella sera era stato nominato da poco  a Lucca, da Firenze lo raggiunse  il procuratore generale Beniamino Deidda e da allora il gruppo  di lavoro,  formato dai pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino,  ha continuato  a  lavorare: “Il nostro intento era raggiungere la completezza dei capi d’imputazione in assoluta e totale obiettività”.
Un primo risultato è arrivato alla vigilia del terzo anniversario ricordato ieri 29 giugno 2012; la lunga giornata che ha portato al corteo serale è iniziata celebrata anche  dai fischi emessi da tutti i treni in partenza e in arrivo a Viareggio. Un  gesto che le ferrovie sarebbero intenzionate a  punire con una denuncia penale  per procurato allarme. In città è stata  decretata la giornata di lutto cittadino sui pennoni degli stabilimenti balneari sono issati  tricolori a mezz’asta  sui muri di cinta della stazione e lungo via Mazzini sono impresse le frasi  contro il numero uno delle ferrovie Mauro Moretti.
Nella sala della Croce  Viareggio echeggiano le voci dei lutti che chiedono verità e giustizia: associazioni che ieri hanno presentato l’atto costitutivo del nuovo maxi comitato delle famiglie dei morti delle grandi tragedie italiane come i parenti delle  vittime della “Moby Prince” di Livorno, della “Casa dello studente” dell’Aquila gli operai della “Thyssenkrupp” poi ancora Casale Monferrato e i suoi morti e malati di amianto. Lo hanno chiamato “Noi non dimentichiamo”, sarà  presieduto da Gloria Puccetti mamma di Matteo Valenti (23 anni) morto per un incidente  sul lavoro nella stessa via dove sono  stata cancellata “la vita della mia  bimba” dice Daniela Rombi. Con lei ci sono quelli de “il Comitato di via Ponchielli”,   Giuliano Bandoni (Tartarughe lente) e Riccardo Antonini (Assemblea 29 giugno) il ferroviere di Viareggio licenziato dopo aver deciso  di diventare consulente delle famiglie delle vittime; per il suo futuro c’è attesa per l’udienza del 5 luglio. Sul disastro ferroviario di Viareggio pesano i  tre anni di indagine, un incidente probatorio molto discusso e le pressioni di  ogni genere per cercare di non fare entrare i vertici delle Ferrovie dello Stato; a metà dicembre 2010  nel registro degli indagati figuravano oltre a Moretti, anche l’amministratore delegato di Rfi Michele Elia e  di Trenitalia  Vincenzo Soprano insieme società estere come Gatx rail Germania, Gatx Austria, Gatx Polonia, officine Jungenthal di Hannover e la Cima Riparazioni di Bozzolo in provincia di Mantova.  Ma nella lunga notte di Viareggio la città e i  familiari hanno chiesto “sicurezza, verità e giustizia”. Nel plico di carte scritte  dalla Procura di Lucca non manca niente: c’è un asse spezzato con le mancate manutenzioni, gli omessi controlli, la velocità elevata, il fatto che  qualcuno doveva occuparsi di smistare treni con merci pericolose. C’è anche il  passaggio in cui si  parla della mancata osservanza dei termini di sicurezza per  quelle case di via Ponchielli arse dal rogo.
Ma  Intanto il treno merci 50325  continua a transitare portando gas. Attraversa 109 comuni incluso naturalmente Viareggio. “Da noi dimezza la velocità da 100 a 50 chilometri l’ora –  spiega Daniela – segno che velocità e sicurezza hanno avuto un ruolo centrale  nella nostra tragedia”. Nella lunga notte di Viareggio tra anni dopo l’incidente  tutti i treni hanno fischiato in segno di rispetto. Nella notte di Viareggio i 32 nomi delle vittime sono stati onorati dai 32 rintocchi della campana della “Casina dei ricordi” dove in una grande storia sono raccolte tutte le storie  di vita spezzata. Per quanto riguarda la vicenda giudiziaria ora i difensori  degli indagati hanno venti giorni entro i quali depositare una memoria e indicare nuovi elementi di indagine. Se non ci saranno sorprese entro la fine di  luglio potrebbe essere formulata la richiesta di rinvio a giudizio per tutti gli indagati, anche per quei nomi tanto eccellenti e intoccabili.

reguitti@articolo21.info

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