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Editoria: Siddi, “La stampa minore è garanzia del pluralismo nel Paese”

 

“La stampa minore è  garanzia del pluralismo nel Paese, soprattutto nei territori. Nelle provincie italiane, senza i giornali nati intorno a cooperative e gruppi d’idee ci sarebbero soltanto giornali di potentati; giornali – diciamo così – “monoculturali”. E’ il commento di Franco Siddi, segretario generale Fnsi sul testo di riforma dell’editoria.

Franco Siddi, la cornice della nuova regolamentazione del sistema dell’editoria cosiddetta “debole” sembra di buona fattura. Il problema è ora cosa ci si mette dentro.
“Buone regole  – abbiamo detto noi dell’Fnsi – hanno un senso se non sono scritte sulle lapidi. Vogliamo tutti che i giornali che hanno contributi pubblici non muoiano; le regole sono ottime, ma perché i giornali non muoiano occorre metterci dei fondi. Per il 2012, l’anno in corso, i fondi sono pari alla metà di quelli dell’anno precedente. In queste condizioni le buone regole non produrrebbero un bel niente. La conclusione non può essere che buone regole e giornali veri, che privilegino l’occupazione con tetti ben precisi; giornali che si vendono e che viene certificato siano distribuiti ai lettori. Tuto questo, però, deve servire per incrementare e portare alla giusta misura lo stanziamento dei contributi, altrimenti si è fatto un buco nell’acqua”.

Vogliamo ricordare che questa non è un’istanza corporativa che riguarda il mondo dei giornalisti e qualche centinaio di nostri colleghi, ma piuttosto regole e  valori rilevanti. Perché l’editoria debole, anche se debole, è comunque rilevante nel panorama nazionale.
Mi pare che questo aspetto vada proprio segnalato: si è creata un’idea diffusa che ci fosse solo malcostume, e che finanziare la stampa significasse appunto finanziare chissà cosa di obliquo. La stampa minore è  invece  garanzia del pluralismo nel Paese, ma soprattutto nei territori. Nelle provincie italiane, senza i giornali nati intorno a cooperative e gruppi d’idee ci sarebbero soltanto giornali di potentati; giornali – diciamo così – “monoculturali”. Non mi pare che questo rappresenti  bene i valori della democrazia, della libertà, della civiltà di un paese. Finanziare questa stampa e sostenerla significa fare uno sforzo per la democrazia e la libertà, per la completezza dell’informazione, per il confronto delle notizie e delle idee”.

(a cura di Alberto Baldazzi – Osservatorio Tg)

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