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Iran. Attivista per i diritti umani condannata a 6 anni di carcere

 

Continua e si fa sempre più dura in Iran la persecuzione dei prigionieri di coscienza e delle collaboratrici del premio Nobel Shirin Ebadi. Dopo l’avvocatessa Nasrin Sotoudeh ora è in carcere Narges Mohammadi, premio Alexander Langer 2009. L’appello per chiederne la liberazione.

Il 5 marzo 2012 Narges Mohammadi è stata condannata in via definitiva dalla Corte d’appello iraniana a sei anni di carcere per la sua attività in difesa dei diritti umani in Iran. Anche se è così stata ridotta la precedente condanna del 2011 a 11 anni con l’accusa di  essere coinvolta in attività contro la sicurezza nazionale e propaganda contro il regime. Il 21 aprile scorso è stata rinchiusa in isolamento nel carcere di Evin.

Nata nel 1972 a Zanjan, giornalista, ingegnere, fin dagli anni universitari si attiva pubblicamente a favore del rispetto dei diritti delle donne e degli studenti e viene più volte arrestata. Nel 2001 sposa Taghi Rahmani, docente universitario, con cui ha due bambini di 5 anni . Subito dopo il matrimonio, Rahmani viene arrestato,  passa due anni in detenzione ed è ora stato costretto all’esilio.

I ripetuti arresti del marito spingono Narges Mohammadi a denunciare la situazione dei detenuti, in particolare di quelli per reati d’opinione, che vengono reclusi in carcere, in violazione dei più elementari principi del diritto.  Per queste sue accuse viene incarcerata altre due volte. Da queste esperienze, Narges trae forza ed esperienza per assistere i dissidenti imprigionati e le loro famiglie.

Nel 2008 viene eletta presidente del comitato esecutivo del Consiglio Nazionale della pace in Iran di cui fanno parte scrittori, artisti, giuristi, studenti, sindacalisti, rappresentanti delle minoranze etniche e gruppi politici che si oppongono a ogni logica militare o terroristica. Il “National Peace Council” vuole far conoscere al mondo l’esistenza di “un altro Iran” che si oppone a ogni azione violenta, sia all’interno del suo paese che contro il suo paese, e si impegna per costruire pace, sicurezza, stabilità, attraverso la tolleranza e l’amicizia.

Nel 2009, quando riceve il premio Langer, Narges Mohammadi è stretta collaboratrice di Shirin Ebadi, Premio Nobel per la Pace nel 2003, e vicepresidente del Centro dei difensori dei diritti umani.

Il 3 e 4 maggio è stata a Bolzano e Merano la pittrice e attivista iraniana Parastou Forouhar. Nell’occasione la Fondazione Alexander Langer Stiftung, Human Rights International, Amnesty International, hanno invitato cittadinanza, associazioni, rappresentanti di istituzioni politiche a firmare e far circolare questo appello per il ripristino dei diritti umani in Iran e la liberazione di Narges Mohammadi, Nasrin Sotoudeh e degli altri prigionieri di coscienza condannati per reati d’opinione.

Rivolgiamo un appello ai singoli cittadini, ai rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo, agli organi di informazione, affinché sottoscrivano questo appello e s’impegnino nel modo più efficace a richiedere la liberazione di Narges Mohammadi e degli altri prigionieri di coscienza in Iran.

Le firme raccolte saranno inviate  alle presidenze della Camera e del Senato, al Ministro degli esteri del Governo Italiano.

Per aderire e sufficiente inviare una mail indicando il vostro nome e cognome a: info@alexanderlanger.org

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