Nicolò, Paolo, Marco e Giuseppe. A Rovigo quattro morti sul lavoro

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Ieri altri 4 operai non hanno fatto più ritorno a casa, come accade ogni giorno in Italia, solo che quando muoiono dei lavoratori non se ne parla o lo si fa così raramente che quasi non ce ne accorgiamo. Nicolò Bellato, Paolo Valesella, Marco Berti e Giuseppe Valdan sono morti per le inalazioni di acido solforico.
Se ne parlerà per un paio di giorni poi, fatalmente, le stragi sul lavoro, torneranno nel dimenticatoio fino alla prossimo dramma. E’ così che, purtroppo sta andando avanti da tanti anni, senza che chi di dovere prenda dei provvedimenti concreti per fermare questa mattanza quotidiana.
Aumenteranno i controlli per la sicurezza sul lavoro? Men che mai, anzi si corre ilrischio che diminuiscano (meglio non disturbare le aziende).
Pene più severe per  i responsabili delle morti sul lavoro? Neanche per idea, quando va bene gli imprenditori responsabili delle morti sul lavoro se la cavano con la prescrizione o con pene irrisorie.
Come fa un Paese a definirsi civile quando ogni anno abbiamo oltre 1300 ammazzati sul lavoro?
In questo Paese sono rimasti in pochi ad indignarsi di fronte a tutti questi morti sul lavoro, anzi molti la considerano la normalità, il prezzo (il tributo), che dobbiamo pagare al profitto.
E poi, perchè continuate a chiamarle “morti bianche”? Ancora molte agenzie, quotidiani, tg, programmi di attualità si ostinano a chiamarle così, che è un insulto alle vittime del lavoro e ai loro familiari. Si dovrebbero chiamare omicidi sul lavoro come li chiamavano negli anni sessanta, o perlomeno solo morti sul lavoro, ma non morti bianche, perchè queste morti non hanno proprio nulla di bianco! Dietro quelle morti, spesso, ci sono negligenze, mancato rispetto delle norme, anche da parte di chi lavora, sub appalti, sfruttamento del personale, taglio dei tempi per fare prima… Purtroppo la sicurezza sul lavoro, non sembra assolutamente una delle priorita’ di questo Governo. E nel frattempo i lavoratori continuano ad infortunarsi, a rimanere invalidi, ad ammalarsi di malattie professionali e a morire sul lavoro. Vergogna.

*Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze


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