La battaglia sulla nuova legge elettorale si sposta dal Parlamento alle aule giudiziarie. Lunedì 26 ottobre la Rete per un voto libero e uguale avvierà il deposito di 30 ricorsi per contestare la legittimità costituzionale di alcune disposizioni della legge approvata l’8 ottobre.
Al centro delle contestazioni, tra gli altri aspetti, il premio di maggioranza, le modalità di attribuzione dei seggi, l’indicazione del candidato presidente del Consiglio, la rappresentanza di genere e le condizioni di accesso alla competizione elettorale.
L’obiettivo dei promotori è ottenere una pronuncia della Corte costituzionale prima delle prossime elezioni politiche, a tutela dell’eguaglianza e della libertà del voto e del pluralismo della rappresentanza. Saranno i giudici a valutare se sussistano i presupposti per sottoporre le questioni alla Consulta.
I motivi dei ricorsi saranno illustrati lunedì 26 ottobre, alle ore 12, nella Sala Nassiriya del Senato della Repubblica, durante una conferenza stampa con Pietro Adami, Maria Agostina Cabiddu, Anna Falcone, Enrico Grosso e Roberto Zaccaria.
L’iniziativa coinvolge costituzionalisti, avvocati e rappresentanti della società civile e apre una nuova fase del confronto sulla legge elettorale e sulle garanzie costituzionali del diritto di voto.
