Se siete alla ricerca del libro perfetto da infilare in borsa per le vacanze, fermatevi pure qui: l’avete trovato. Dietro l’elegante pseudonimo di Pierre Martin si nasconde la penna affilata e sorprendentemente ironica di un autore tedesco ormai ben noto per la serie “Madame le Commissaire”, che mette a segno un altro vero colpo da maestro con “Monsieur le Comte e l’arte di uccidere”, edito Neri Pozza (352pp., 20 Euro).
Prendete il sole accecante della Riviera francese, il profumo di una bouillabaisse appena cucinata, un furfante gentiluomo e un’eredità di famiglia decisamente… letale: sono questi gli ingredienti del nuovo spumeggiante giallo provenzale, edito nella collana I Neri, con cui l’autore inaugura una nuova serie ad altissimo tasso di joie de vivre capace di stregare anche i lettori più reticenti.
La narrazione scorre via veloce, fluida e magnetica tra i vicoli assolati di Villefranche-sur-Mer, con i suoi profumi di salsedine e lavanda, i suoi caffè all’aperto e scorci tra i più suggestivi della Costa Azzurra. Sembra quasi di sentire il calore del sole sulla pelle e l’immancabile tintinnio di flûte colmi di rosé ghiacciato…
È questo lo scenario che fa da sfondo all’incontro con il protagonista: Lucien de Chacarasse, la pecora nera di un’antica famiglia blasonata.
Lucien ha scelto di rinunciare al lusso delle ville principesche nascoste tra Monaco e Nizza per inseguire la sua personale idea di felicità: una finestra vista mare e un ristorantino di proprietà – il P’tit Bouchon – dove poter offrire dell’ottimo cibo ai propri amici e clienti, tra cui un’irresistibile gigot d’agneau, preparato ad arte dallo chef Roland, insieme a una selezione di vini pregiati.
Un idillio questo che si spezza improvvisamente allorché una telefonata lo richiama al capezzale del padre morente, il conte Alexandre, che come ultimo desiderio gli estorce una promessa che Lucien non può disattendere: portare avanti la secolare tradizione di famiglia, risalente ai tempi dei Medici. Da generazioni, infatti, i conti de Chacarasse si tramandano un’arte segreta e decisamente redditizia: quella di uccidere su commissione.
Lucien, “sicario riluttante”, si troverà così a dover affrontare le conseguenze di questa promessa che non può disattendere, sebbene sia incapace di far del male a chicchessia. E pian piano dovrà ricorrere ad ogni mezzo pur di risolvere, in qualche modo, gli incarichi (letali) che riceverà, mettendo in campo anche gli insegnamenti di sopravvivenza, e non solo, ricevuti sin da bambino.
Una lettura ideale per il relax estivo: fresca, ironica, immersiva. Ha quel pregio rarissimo che appartiene solo alle grandi storie d’intrattenimento: al termine del romanzo si avverte immediatamente la nostalgia per quelle atmosfere e per personaggi che entrano subito nella memoria. Vorresti incontrarli di nuovo, al più presto.
Fortunatamente, è solo il primo capitolo di una serie.
