La Memoria non si archivia. Ancora una volta alle incisive parole di Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, a quelle del sindaco di Bologna Matteo Lepore, la città che mai un momento ha abbandonato i suoi cittadini colpiti dalla Stragi, a quelle del presidente dell’Assemblea della Regione Emilia-Romagna Maurizio Fabbri, si è unito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella definendo la Strage di Ustica “un evento inaccettabile” e, sul fatto che per anni la vicenda è rimasta “nebulosa”, ha aggiunto: “La via della ricerca della verità è stata percorsa e ha portato a risultati significati (…) ricomporre quello che avvenne quel tragico 27 giugno rimane un dovere irrinunciabile”. Concludendo: “Nella storia della Repubblica il segno di quella catastrofe non è cancellabile”. Alla fine della lettura delle parole del presidente da parte del sindaco Lepore, la Sala Consiliare di Palazzo D’Accursio è esplosa in un grande applauso, come è avvenuto anche dopo l’intervento della presidente Bonfietti, che rivolgendosi direttamente alla presidente del Consiglio Meloni e al ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara, ha detto in modo inequivocabile: “Non ci sentiamo di accettare ciò che sia la presidente del Consiglio che il ministro hanno accettato, perché non ci possono essere due Associazioni, è un’offesa alla realtà, la nostra Associazione è l’unica che rappresenta i Parenti delle Vittime della Strage del 27 giugno 1980”. Quarantasei anni sono trascorsi da quando il DC-9 Itavia, partito da Bologna fu abbattuto da un missile perché coinvolto in un’azione di guerra aerea, causando la morte delle 81 persone a bordo di cui 13 bambini, come ha scritto il giudice Priore nell’ordinanza-sentenza del 1999, confermato dalle 450 pagine della Procura di Roma, la stessa che oggi chiede l’archiviazione dell’indagine per impotenza, per mancata collaborazione degli Stati alleati e amici. L’indagine, partita nel 2008 dopo che il presidente emerito Cossiga dichiarò che l’aereo fu abbattuto da un missile francese nel cielo tra le isole Eolie e Ustica. Prendendo spunto dalle parole del presidente Mattarella, che sicuramente hanno dato nuova linfa all’Associazione per continuare nella battaglia di affiancare alla Verità la Giustizia, contro l’archiviazione chiesta dalla Procura di Roma, i soliti noti continuano nell’azione di depistaggio, tirando fuori ancora la vicenda della pista palestinese con la bomba nel vano toilette dell’aereo, come è successo ieri nella giornata della Memoria. Bonfietti nel suo intervento ha aggiunto: “Se non ci riesce la magistratura, ci deve riuscire la politica. Il Governo deve muoversi in maniera ben più sostanziale per pretendere risposte dai Paesi amici ed alleati in particolare dalla Francia sulle loro presenze CERTE, CERTE, CERTE nei nostri cieli”. Nel pomeriggio inoltrato qualcosa di importante è accaduto: dopo anni di silenzio e di avversità è uscita una nota da Palazzo Chigi. Il Governo, tramite l’Avvocatura di Stato si opporrà alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura. E’ la prima risposta alla lettera che Daria Bonfietti aveva inviato alla presidente Meloni alla vigilia dell’Anniversario. Potrebbe essere l’inizio di un dialogo che potrebbe portare ad altre risposte da parte di Palazzo Chigi, tra queste, lancia ieri a Palazzo D’Accursio, la richiesta al Governo di costituirsi parte civile come avvenne nel 1992 per volere del ministro della Difesa Salvo Andò, presidente del Consiglio Giuliano Amato. Sempre nella nota il Governo ha precisato che “allo stato attuale non è ancora possibile procedere alla costituzione di parte civile, poiché il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari”. Se son rose fioriranno!
Infine un ringraziamento doveroso da parte di Articolo 21 a Daria Bonfietti, ad Andrea Benetti, all’ Associazione Parenti delle Vittime per il riferimento fatto al nostro lavoro per la ricerca di verità e giustizia sulla Strage di Ustica. Articolo 21 sarà sempre al loro fianco per onorale le 81 vittime.
