“Trump è un co..” titola il quotidiano di destra Libero.
Titolo giusto, ma incompleto e reticente.
La lista dei co.. infatti è lunga
Come qualificare chi, come la Meloni, ha proposto per lui il Nobel per la pace?
Chi si è inginocchiato, anche senza ginocchiere davanti ai dazi?
Chi ha sostenuto e taciuto il genocidio in Palestina?
Chi ha plaudito alle politiche di Netanyahu?
Chi ha applaudito alla invasione del Venezuela alle minacce contro Cuba, ai bombardamenti illegali sull’Iran?
Chi ha concorso alla distruzione della legalità internazionale?
Qui non si tratta di solidarizzare con la Meloni, ma con l’Italia, tornata ad essere l’italietta dei tempi bui.
Trump ha ritenuto di potersi consentire ogni oltraggio, perché gli ê stato consentito sempre e comunque
In ogni caso non basta inveire contro Trump bisogna avere il coraggio di rompere con il comitato d’affari sovranista, imprese delle comunicazioni, delle armi, del petrolio che lo hanno espresso e che vogliono colpire quanto resta delle organizzazioni internazionali e degli ordinamenti democratici.
La rottura non può discendere dalla guerra dei selfie e dalla fiera delle vanità, ma dovrà discendere, in primo luogo, dal riconoscimento della Palestina, dalla fine del genocidio, dal no al riarmo, dal rifiuto del modello autoritario e intollerante rappresentato da Trump e condiviso, ancora oggi, dai suoi alleati. Italia in testa.
