Giornalismo sotto attacco in Italia

Il 2 giugno richiama i valori della Costituzione. Anche l’Art.11

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Ilaria Salis ha affermato: “In un’epoca segnata da riarmo, militarismo e guerre sempre più vicine, servirebbe il coraggio di compiere una scelta forte e controcorrente: abolire la parata militare del 2 Giugno e restituire alla Festa della Repubblica il suo originario carattere civile, popolare e democratico.”

E’ subito insorto il partito “Fratelli d’Italia”: ”Alla parata del 2 Giugno sfilano donne e uomini che difendono la Patria, combattono per Essa e ne prendono cura. Non dirlo nemmeno per scherzo, Salis: scordatelo.” A ruota, la premier Meloni : “Leggo che rappresentanti italiani delle istituzioni arrivano ad affermare che la parata del 2 Giugno andrebbe abolita. Reputo queste dichiarazioni non solo vergognose, ma anche indegne verso i tanti uomini e donne in divisa che ogni giorno servono l’Italia con disciplina, onore e spirito di sacrificio. Io credo che la Festa della Repubblica e la parata non celebrino soltanto una ricorrenza istituzionale: celebrino l’identità della Nazione, il senso dello Stato e il valore di chi quello Stato lo difende, lo rappresenta e lo onora. Disprezzare tutto questo da ruoli istituzionali significa non aver capito nulla della nostra storia, della Repubblica e del dovere che si ha verso di Essa”

Ora, premesso che le parole della premier Meloni sono mera, sterile retorica a fini di propaganda, va osservato che la Salis non ha affatto affermato di volere l’abolizione della manifestazione del 2 Giugno, bensì della “parata militare”, e bene ha fatto perché lo scopo della Festa della Repubblica è quello di tramandare i valori di democrazia, libertà e unità nazionale. Essa richiama anche la memoria dei principi fondamentali della Costituzione, trai quali vi è quello previsto dall’art.11 in forza del quale l’Italia “ripudia la guerra”. Orbene, soprattutto in un periodo in cui il mondo è sconvolto da numerose guerre – di cui “magna pars” sono, come al solito, gli Stati Uniti con il loro enorme potenziale bellico – non risponde a nessuna esigenza o finalità quella “parata militare” – militari di tutte le Forze Armate (Aereonautica, Marina e Esercito), agenti delle Forze dell’Ordine (Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza), droni, missili, carri armati, bombardieri ecc. – che si snoda lungo i Fori Imperiali alla presenza delle massime cariche dello Stato, quasi a riaffermare una vera e propria campagna neo-patriottica incentrata anche sulla rivalutazione dei rituali pubblici e del loro apparato simbolico, quasi una narrazione eroica e guerriera.

Davvero le massime Autorità dello Stato ritengono che i cittadini abbiano bisogno di ostentazione di forza, di manifestazione rappresentativa di questi pseudo-valori o non abbiano, invece, bisogno di interventi sulla istruzione (rendere i fatiscenti istituti scolastici più sicuri e attrezzati), sulla sanità (rendere gli ospedali più efficienti eliminando la vergognosa, cronica carenza di personale medico e paramedico, che – oltre lo sconcio delle liste di attesa – offre indegni spettacoli soprattutto nei pronto-soccorsi, ove pazienti sofferenti giacciono per ore e ore su sedie e panche prima di essere visitati), sulla giustizia (incidere sulla scandalosa lentezza della giustizia intervenendo soprattutto con il coprire gli enormi vuoti dell’organico dei magistrati e del personale di cancelleria), sulle strutture carcerarie (rendere più vivibili le pessime condizioni dei detenuti).

Ed ora, in questo contesto di un Paese, impoverito anche a causa della crisi energetica dovuta proprio alle guerre in corso, si erge come un gigante il Ministro della Difesa Crosetto – già, prima di entrare nel Governo, presidente della AIAD (aziende italiane aereo spazio, la difesa e la sicurezza) – che chiede con forza di aumentare le spese per gli armamenti perché “Non siamo pronti in caso di attacco”

Le aziende di armi belliche e il segretario di Stato americano Rubio sentitamente ringraziano.


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