La Federazione nazionale della Stampa italiana e il Sindacato unitario giornalisti della Campania esprimono “forte preoccupazione per la revoca della scorta al cronista Mimmo Rubio”.
“La decisione arriva mentre sono in corso diversi procedimenti sulle minacce e gli attentati ricevuti. – si legge nella nota del sindacato – Uno dei quali nei confronti del capoclan di Arzano Giuseppe Monfregolo e del ras Antonio Alterio. Sono stati alcuni pentiti del clan ad affermare che le intimidazioni nei confronti del giornalista sono partite per ordine del boss. Inoltre, il clan è ancora egemone sul territorio, nonostante l’inchiesta che ha portato in carcere i vertici della cosca. A dimostrare lo stato di pericolosità dell’organizzazione criminale è il fatto che sul territorio ci sono stati già due omicidi di camorra dall’inizio dell’anno. La Fnsi ha più volte sollecitato il ministro dell’Interno e l’osservatorio sulla sicurezza dei cronisti sulla pericolosità della situazione. È evidente che questa decisione comprometterà l’attività di denuncia del collega sul territorio. Ricordiamo che, come confermano le carte giudiziarie, anche grazie alle inchiesta di Rubio il Comune di Arzano è stato sciolto per ben tre volte per infiltrazioni camorristiche. Chi ha preso questa decisione si è assunto una grande responsabilità non solo sulla sicurezza del giornalista, ma anche sul diritto della cittadinanza ad essere correttamente informata”.
Articolo 21 è accanto a Mimmo Rubio, cronista di grande valore e coraggio in una terra complessa qual è la Campania. Si rischia di abbassare pericolosamente la guardia nella protezione dei giornalisti italiani.
