Giornalismo sotto attacco in Italia

Assemblea delle associazioni del cinema. Andamento lento

0 0

Si è svolta una curiosa assemblea ieri al Teatro Argentina di Roma sui tagli inferti dal Ministero della cultura alle produzioni e alle attività cinematografiche (e audiovisive). Introdotta dal saluto del presidente del Teatro Francesco Siciliano, l’iniziativa promossa da un crogiuolo di sigle (100autori, Acmf, Aidac, Air3, Anac, Wgi) cui si sono aggiunte ulteriori esperienze nel corso del dibattito -ivi compreso l’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico- ha avuto un andamento lento. Per citare un famoso motivo musicale. Ci si poteva attendere, dopo il comportamento abnorme delle commissioni del Mic, un’assemblea evocativa di una stagione di vertenze e di lotte. Questo sembrava nell’aria e tracce ve ne erano nelle prese di posizione di tantissimi volti del cinema e di un folto gruppo di cineteche. Lo slogan dei vari sussurri e delle concitate grida pareva essere in modo inequivoco il boicottaggio della premiazione dei David di Donatello, il prossimo 6 maggio. E, invece, no. «Nessun boicottaggio, ma ci faremo sentire», ha dichiarato Valeria Golino, che potrebbe essere la portavoce nell’incontro ufficiale presso la Presidenza della Repubblica dei malumori del settore. Non c’è Italia senza cinema recita il titolo
dell’evento di ieri, peraltro pieno ma non affollatissimo come succedeva in altre stagioni. Si deve prendere atto, però, che alla destra attuale sovran-liberista il cinema non piace. Anzi, è considerato un intralcio rispetto all’imposizione di un pensiero unico che non trova applicazione nei territori dell’immaginario. Lì ci sono gli infedeli e vanno colpiti. Si illude un po’ l’universo associativo se pensa che, abbassando la temperatura del conflitto, l’autorità ora dominante abbia qualche scrupolo. La storia ci ammonisce: i reazionari (Brecht docet) ti attaccano ugualmente e se ti volti non trovi più nessuno che ti aiuti. Del resto, il coordinatore nazionale di 100autori Lorenzo D’Amico De Carvalho -che pure ha coordinato con cura il dibattito- è stato piuttosto chiaro al riguardo, malgrado l’ira funesta espressa da
soggetti come Siamo ai titoli di coda. In verità, sembrava nei giorni passati che le migliaia di firme apposte all’appello lanciato sui David
avesse almeno parzialmente riaperto dialoghi e rapporti. È vero che nell’introduzione della giornata Stefano Rulli, blasonatissimo sceneggiatore e fondatore dei 100autori, ha parlato di dare vita ad un coordinamento e presto ad una federazione; senza una ricaduta davvero operativa e con un generico consenso non accompagnato da date e scadenze. Bene ha fatto la dirigente della Slc-Cgil Sabina Di Marco a invocare una complessiva riforma del sistema, verosimilmente consapevole che l’attenzione sull’argomento è assai flebile nell’insieme delle aule istituzionali. Lo stesso sindacato dovrebbe alzare la voce. .Inoltre, come ha sottolineato per l’Anac Fabrizio Berruti, incombe la conquista del potere crossmediale da parte delle piattaforme e delle intelligenze artificiali. Se oggi l’occupazione è insidiata seriamente dalla crisi, il futuro già immanente ci segnala che il lavoro culturale con il suo affascinante valore prototipale (la tanto evocata diversità) rischia di essere inghiottito. Suono, immagini e narrazioni sono dentro un turbinoso cambiamento, il cui esito dipenderà anche dalla coscienza e dalla consapevolezza complessive. Gli algoritmi si negoziano, non si subiscono. Il regista Mimmo Calopresti ha sottolineato i rischi connessi ai tagli decisi sugli archivi che tutelano e valorizzano la memoria, come l’Aamod di cui è stato presidente.
Ha fatto capolino nella discussione pure la situazione incresciosa in cui versa la Rai. Il servizio pubblico radiotelevisivo ha smarrito forza
e identità, mentre si avvicina la multa europea per la mancata riforma secondo le linee dell’European Media Freedom Act (Emfa). E le risorse languono. Alla fine della mattinata Ilaria De Laurentis ha rammentato che tra i tagli -oltre alla vicenda nera del mancato finanziamento al film su Giulio Regeni- si annovera quello su Roberto Rossellini. Già, chi era costui?

(da Il Manifesto)


Iscriviti alla Newsletter di Articolo21

Articolo21
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.