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Ora Israele potrà uccidere i palestinesi anche per legge

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Dopo decine di migliaia di vittime nel genocidio della Striscia di Gaza e più di un migliaio dall’ottobre 2023 in Cisgiordania ad opera di soldati e coloni, dopo oltre 80 morti di tortura nelle sue prigioni, ora Israele potrà uccidere i palestinesi anche per legge.
Israele si è dotato infatti di una legge che amplia l’utilizzo della pena capitale: la misura bandiera del ministro estremista Ben-Gvir, che ha festeggiato a pasticcini e champagne a ogni passaggio dell’iter parlamentare, è stata approvata definitivamente il 30 marzo.
La legge è destinata a essere applicata contro i prigionieri palestinesi senza che ciò sia espressamente scritto. Ma è sufficiente leggerne il contenuto, ponendo attenzione al doppio binario giuridico che la puntella.
In Cisgiordania, i tribunali militari imporranno la pena di morte nei confronti dei palestinesi condannati per omicidi intenzionali in azioni definite terroristiche dalle leggi antiterrorismo israeliane. In questo territorio illegalmente occupato da Israele, la percentuale di condanne dei palestinesi è del 97 per cento e, come denunciano da tempo le organizzazioni non governative per i diritti umani israeliane e internazionali, tali condanne si basano spesso su confessioni estorte con la tortura.
Solo in circostanze speciali, non specificate dal testo approvato il 30 marzo, potranno essere emesse condanne diverse dalla pena di morte, ma l’alternativa sarà solo l’ergastolo. Il ministro della Difesa sarà autorizzato a stabilire se gli imputati della Cisgiordania dovranno essere processati da tribunali civili o militari. I condannati a morte non potranno chiedere clemenza.
Di fatto, la pena di morte sarà emessa in modo automatico, privando quasi del tutto i giudici del potere discrezionale di esaminare eventuali circostanze attenuanti). Le condanne saranno eseguite entro soli 90 giorni, mediante impiccagione.
Nel secondo sistema legale, applicabile in Israele e a Gerusalemme Est illegalmente annessa, la possibilità che i tribunali civili emettano condanne a morte sarà ampliata fino a riguardare qualsiasi persona condannata per omicidio intenzionale “con l’obiettivo di negare l’esistenza dello stato di Israele”. Questo “dettaglio” significa che la legge è stata redatta per essere applicata unicamente contro i palestinesi.
Le organizzazioni israeliane per i diritti umani hanno già presentato ricorsi chiedendo l’annullamento della legge a causa della sua applicazione arbitraria e discriminatoria.

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