L’occidente che vuole ‘liberare’ il mondo a suon di bombe, missili, droni produce solo morti e macerie. E i principali responsabili, Usa e Israele, godono della complicità o del silenzio ignavo ed omertoso di stati vassalli tra i quali, ahinoi, spicca l’Italia. Una lezione di umanità, civiltà, sensibilità verso le vittime – bambini, donne, anziani, sfollati – l’ha voluta dare ieri al mondo, la Cina. Nel corso di una conferenza stampa ordinaria tenutasi a Pechino nella sede del Ministero degli Esteri, il portavoce Lin Jian ha annunciato che il governo cinese fornirà assistenza umanitaria alle popolazioni di Iran, Giordania, Libano e Iraq.
La decisione è stata presa dopo che il Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha diffuso i dati sull’aggravarsi dell’emergenza in tutta l’area, emergenza che sta assumendo proporzioni critiche. I profughi hanno ormai raggiunto la cifra spaventosa di venticinque milioni. Solo in Libano, dopo la nuova aggressione israeliana, gli sfollati sono 800 mila, mentre in Iran si contano già gravi perdite tra la popolazione civile. Ripercussioni di questo grave stato di crisi anche in Giordania e Iraq.
Lin Jian ha tenuto a sottolineare che l’invio degli aiuti da parte del governo cinese è finalizzato ad alleviare le sofferenze delle popolazioni locali e a contrastare l’allargamento del disastro umanitario.
Fedeli nell’alleanza, gli stati ‘occidentali’ mostrano la loro disumanità, ignorando del tutto le tragedie delle popolazioni bombardate, limitandosi a dichiarare che non si faranno coinvolgere nella guerra che peraltro non viene condannata. L’unico riferimento è contenuto nelle parole che rilevano la ‘violazione del diritto internazionale’. Ma cosa volete che gliene importi a due macellai come Trump e Netanyahu che ignorano l’Onu e anzi la minacciano, o degli accordi mondiali raggiunti faticosamente sui conflitti dopo la tragedia delle seconda guerra mondiale?
La ragione vera di questa ennesima guerra è contenuta nella forte denuncia lanciata al mondo dal direttore del centro nazionale antiterrorismo statunitense, Joe Kent, un veterano di undici conflitti, che ha perso la moglie, anch’essa militare, in Siria dopo un attacco d’Israele. Ha abbandonato l’incarico rilasciando una dichiarazione che sbugiarda Trump e lo mette in braghe di tela: “Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran. L’Iran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per le pressioni di Israele e della sua potente lobby americana”. E poi ha aggiunto: “Non posso appoggiare l’invio della prossima generazione a combattere e morire in una guerra che non apporta alcun beneficio al popolo americano, né giustifica il costo delle vite americane”.
Collateralmente sarebbe interessante andare a verificare quanto la guerra stia facendo ingigantire le ricchezze di Trump e della sua famiglia, mentre non si fermano le minacce di Donald per aggressioni rivolte verso tante altre parti del mondo.
E in Italia? Beh in questo nostro Paese ormai irriconoscibile, la guerra è solo una narrazione di edifici colpiti e distrutti, di droni e missili intercettati ed abbattuti, di inesistenti popolazioni devastate, mentre ci sta tanto a cuore la condizione della famiglia della casa nel bosco – tanto da riceverla in Senato -, del caso Garlasco o del poliziotto assassino del quale si cercherà in tutti i modi di attenuare le responsabilità. Dei bambini laceri, disperati, affamati, uccisi dalla guerra, che ce ne importa?
E ancora. I nostri governanti lo hanno letto il rapporto del Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, come ha fatto la Cina, lo hanno ignorato o, peggio, non lo hanno neppure preso in considerazione per non disturbare i due signori e padroni del mondo? E a che a serve tenere in Libano i nostri soldati sotto tiro degli israeliani o confinati dentro bunker protettivi?
Cosa avrebbe scritto, oggi, Dante, di fronte al ‘nocchiere’ che, cosciente o no ma ben schierato, condanna ‘Serva Italia’ ad essere ‘di dolore ostello’, riducendola ad essere ‘non donna di province, ma bordello’?
