Il consiglio comunale di Legnano ha deciso di intitolare la sala consiliare del municipio a Giacomo Matteotti. L’aula nella quale si riunisce la rappresentanza cittadina porterà dunque il nome del deputato socialista assassinato nel 1924 dopo avere denunciato in Parlamento le violenze delle squadracce fasciste e i brogli che avevano accompagnato le elezioni, un delitto politico che segna uno dei passaggi più drammatici della storia italiana e che consegna Matteotti alla memoria civile come primo grande martire della resistenza al fascismo e simbolo dell’antifascismo.
Portare il suo nome nel luogo dove si esercita la rappresentanza democratica significa ricordare che la libertà politica non nasce da un automatismo istituzionale ma dalla resistenza alla violenza del fascismo e dal sacrificio di chi non piegò la testa davanti al regime.
L’iniziativa di Legnano indica anche una strada che altre amministrazioni potrebbero scegliere di seguire, perché la memoria democratica non vive soltanto nei monumenti o nelle celebrazioni ufficiali ma negli spazi concreti nei quali le istituzioni esercitano ogni giorno la rappresentanza dei cittadini. Intitolare un’aula consiliare a Matteotti significa infatti tenere viva quella memoria proprio nel luogo della parola pubblica, ricordando che la democrazia italiana nasce anche dalla ferita del suo assassinio e dalla coscienza antifascista che da quella vicenda storica maturò fino a trovare forma nella Costituzione repubblicana.
