Giornalismo sotto attacco in Italia

Chi ha spiato il direttore di Fanpage? Le verifiche sul caso Paragon proseguono

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La notte del 14 dicembre 2024 è successo qualcosa: tre telefoni vengono infiltrati nelle stesse ore da un sistema operativo compatibile con il software Graphite prodotto dalla società Paragon. Potremmo essere vicini alla quadratura del cerchio dopo oltre un anno dallo scandalo dello spionaggio a carico di giornalisti e attivisti. O forse no. Comunque il lavoro delle Procure di Napoli e Roma è ad un primo punto di svolta. A fornire i primi elementi utili su questa vicenda sono le consulenze attivate dai magistrati, rese possibili dopo un accesso agli atti dell’Aisi, i servizi segreti interni. Risulta che tre telefoni sono stati spiati e che uno di questi era in uso al direttore di Fanpage, Francesco Cancellato. Le verifiche sono state eseguite dagli specialisti della Polizia Postale e da docenti universitari, sui dispositivi telefonici di sette persone, parti lese nell’indagine. Si tratta del fondatore di Dagospia Roberto D’Agostino e i giornalisti Eva Vlaardingerbroek, Francesco Cancellato e Ciro Pellegrino. L’accertamento ha riguardato anche i dispositivi degli attivisti di Mediterranea Saving Humans Luca Casarini, Giuseppe Caccia e don Mattia Ferrari. Dalla consulenza sono emerse tracce di attività “riconducibile a un malware” esclusivamente “su tre dispositivi Android, riconducibili” agli attivisti Caccia e Casarini e al giornalista Cancellato. I consulenti hanno rilevato una serie di anomalie nei database WhatsApp di tutti e tre i dispositivi Android, consistenti in interazioni compatibili con quanto riportato nei report Meta, con riferimento al funzionamento del software Graphite prodotto dalla società Paragon.

Altro elemento che emerge è che gli attacchi sono stati effettuati tutti nelle stesse ore. “Il periodo di presumibile compromissione dei dispositivi” risale alla notte del 14 dicembre 2024. Tre blitz telematici che portano a pensare a “una medesima campagna di infezione”. Alla luce di questi elementi la scorsa settimana gli inquirenti, coordinati dagli pm Sergio Colaiocco ed Enzo Piscitelli, si sono recati nella sede dei servizi. Un’iniziativa legata al fatto che da una relazione del Copasir sull’uso dello spyware da parte dei Servizi di informazione è emerso che l’Aisi ha utilizzato, “previa autorizzazione nelle forme di legge”, Graphite “per attività di esfiltrazione dati e intercettazione nei confronti di Caccia e Casarini”.  I pm spiegano che si “è reso pertanto necessario verificare se il software in uso all’Aisi fosse stato impiegato anche nei confronti di Cancellato”. L’attività di esibizione e analisi dei dati del server ha confermato l’infiltrazione svolta sui cellulari dei due attivisti “ma non ha consentito di rilevare tracce di operazioni riferibili” al giornalista. Le indagini proseguiranno con l’obiettivo di identificare chi ha spiato il direttore di Fanpage.


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