“A causa della violenza politica vivo sotto scorta da sette anni, unico giornalista in Europa sotto protezione per minacce neonazifasciste. Oggi, sette anni esatti dopo, dico: chi è nelle istituzioni e anziché disarmare questa violenza crescente la alimenta, è complice. Fermatevi”. Così Paolo Berizzi in un post sui suoi social ha ricordato una data che gli ha cambiato la vita con l’attribuzione della scorta personale da parte del Ministero dell’Interno. Berizzi è il giornalista italiano che più ha indagato sui rigurgiti neofascisti e la presenza di tali movimento nelle frange ultra del calcio con le connessioni economiche. Il suo ultimo libro, “Il libro segreto di Casapound” esplora gli interessi finanziari, le protezioni e il potere dell’associazione di estrema destra.
A Paolo va di nuovo la solidarietà di Articolo 21.
