Emfa, la grande incompiuta

La guerra come risposta alla sconfitta politica

0 0

C’e’ un attivismo frenetico in queste ore negli uffici sella Casa Bianca. Centinaia di funzionari stanno eliminando da computer e cellulari messaggi potenzialmente compromettenti. Sotto il sole caldo del novembre tradizionalmente mite della capitale decine di avvocati fanno la fila per entrare negli uffici amministrativi del palazzo presidenziale. Ci si predispone a quello che gli americani definiscono “damage control” controllo del danno. Il fatto certo e’ che il Congresso, una volta passato a maggioranza democratica ( previsione certa dei sondaggisti, piu’ in bilico il Senato) avviera’ un serie di inchieste su episodi oscuri dell’amministrazione: corruzione, malversazione, violazioni etiche e legali. Trump ha l’immunita’ presidenziale e in ogni caso per rimuoverlo dopo un (Altro) impeachment occorrerebbero i due terzi del senato: impossibile ma tutti gli altri? Cosi’ in queste ore qui a Washington, si sta assistendo a un “si salvi chi puo”. Non potendo colpire al bersaglio grosso (Trump) sono nel mirino molti membri della sua amministrazione. Primo fra tutti il ministro della difesa (pardon ,della guerra) l’effervescente Hegseth che vuole obbligare le truppe a iniezioni di testosterone per combattere nel nome di Dio(con protesta di tutti i cappellani militari) e aveva proposto la trasmissione in diretta tv della fucilazione di un terrorista. A questo punto il primo fucilato (metaforicamente) potrebbe essere lui. E non il solo. Nelle ultime ore il Presidente ha fatto sapere di essere pronto a un perdono preventivo per Elon Musk. L’elenco di violazioni compiute dal padrone della Tesla e’ tale che le sue preoccupazioni sono fondate. E il fiume di denaro che sta versando in queste ore per sostenere i traballanti candidati repubblicani vale un po’ di riconoscenza presidenziale.
> Come si vede il problema non e’ tanto capire chi vince e chi perde. Il tema e’ capire le conseguenze di un voto che e’, comunque vada, un campanello d’allarme per i corefori del trumpismo: il vecchio presidente continua a ruggire per ricordare a tutti che il re della foresta americana e’ sempre lui. E di fronte a un verdetto umiliante fa trapelare che e’ pronto a scatenare un nuovo attacco militare all ‘iran venendo incontro ai ripetuti solleciti del suo amico Netanyahu. Due presidenti in difficolta’ che vedono nell’escalation un possibile rimedio ai (parziali) rovesci elettorali. Secondo Tucker Carlson, ex trumpiano pentito, il Presidente americano sarebbe discutendo la possibilita’ di usare contro l’iran una bomba atomica tattica per distruggere le centrali atomiche iraniane.


Iscriviti alla Newsletter di Articolo21

Articolo21
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.