Trump è andato alla festa di Halloween organizzata nella sua proprietà a Mar-a-Lago, in Florida, vestito da se stesso, abito blu e cravatta rossa: “Mi sono presentato nei panni di Donald Trump- ha detto ai giornalisti. La gente ha speso un sacco di tempo e di denaro. Persone ricche. Hanno impiegato nove ore per prepararsi. Io ho avuto 10 minuti, quindi sono venuto come Donald Trump”. Il New York Times invece ha scritto che il vice JD Vance era a Washington vestito da Albus Silente: il tema scelgo in famiglia per la festa era “Harry Potter”. Ironia (non ironia) a parte, Trump era in Florida per uno degli ultimi comizi delle Midterm di martedì. “Penso che abbiamo una possibilità di ottenere un buon risultato”- ha detto a Daytona, spiegando che i comizi si tengono “per una ragione molto semplice: impedire ai comunisti che odiano l’America di prendere il controllo del Congresso degli Stati Uniti”. Qualcuno dal pubblico lo ha interrotto: “Stai zitto, idiota” -gli ha risposto lui, definendo poi tutti i contestatori dei “perdenti”.
Le ultime ore di campagna per elezioni di metà mandato divenute un test sull’operato e il gradimento del presidente, sono le stesse in cui Casa Bianca e Iran si lanciano nuove minacce sul conflitto che va avanti ad intensità variabile da otto mesi. Dopo un colloquio telefonico con Netanyahu, ora Trump sembra prendere tempo: “Teheran vuole arrivare ad un accordo, vedremo di cosa si tratterà. Non abbiamo fretta. Dobbiamo ancora occuparci di uno o due siti. Guardiamo al sito nucleare di Pickaxe Mountain”- ha detto. La Guida Suprema Mojtaba Khamenei, ben consapevole delle indiscrezioni secondo cui i bombardamenti USA potrebbero riprendere già il 4 novembre, parla di una risposta immediata, in cui “le fiamme della guerra si diffonderanno in un’area geografica molto più ampia”. E nonostante i negoziati mediati da Qatar e Pakistan, stiano procedendo bene (parola di Trump), Teheran ha anche annunciato di aver inserito Marina, Aeronautica e MI6 britannica tra le organizzazioni terroristiche e i gruppi ostili, a seguito della loro collaborazione con USA e Israele.
Ma la guerra all’Iran resta una delle questioni che più hanno fatto scendere il consenso per Trump. Caro vita, costo del carburante, promesse non mantenute, gli Epstein Files che hanno spaccato la base MAGA, sembrano battere gli ultimi biechi tentativi di scongiurare la sconfitta repubblicana, data per certa anche in alcuni stati tradizionalmente rossi come Texas e Kansas: i sondaggi che danno i repubblicani al 42% bollati come “inventati”, reiterate accuse di brogli ai democratici, la promessa di 5.000 dollari a ogni cittadino adulto nel caso vincano i repubblicani, la richiesta (respinta) di imporre allo stato della California di accantonare 20.000 voti di persone che potrebbero non essere “cittadini americani”. Intanto il Washington Post ha ricostruito, attraverso più fonti, come i democratici, si stiano attrezzando per aprire indagini parlamentari nel caso in cui riconquistino il Congresso (soprattutto la Camera). Nel mirino, gli affari del clan Trump con le Big Tech. Secondo il giornale in cima alla lista ci sarebbero gli affari di quindici aziende legate a Donald Trump Jr e gli altri figli del tycoon che hanno ottenuto 3.2 miliardi di dollari dal Pentagono in contratti e prestiti. A seguire, le attività di Musk, e le donazioni di Palantir Technologies e Anduril per la famosa dal sala da ballo alla Casa Bianca e le campagne elettorali. Scrive invece il Time che i deputati democratici delle commissioni Giustizia e Vigilanza della Camera Jamie Raskin del Maryland e Robert Garcia della California, hanno chiesto a Trump con una lettera ufficiale, resa nota il 30 ottobre, di conservare le sue chat con l’AI Grok (creata da Musk), Claude e ChatGPT per valutare se abbiano avuto un ruolo nelle decisioni politiche prese dalla Casa Bianca. La richiesta è arriva dopo che lo stesso giornale a inizio ottobre aveva rivelato un incontro finora sconosciuto tra Trump e Musk a dicembre 2025, in cui il presidente ha passato ore a chiedere a Grok non solo dei consigli sui suoi compiti di presidente, ma anche una valutazione sulla reazione dei venezuelani all’ipotesi di catturare il presidente Maduro. Cosa poi avvenuta poche settimane dopo. La resa dei conti Dem potrebbe essere ben più dura di questo e i prossimi due anni del secondo mandato più in salita di quanto Trump stesso avesse previsto.
