Il papa ringrazia i giornalisti impossibilitati a raccontare la guerra in Ucraina

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Vorrei ringraziare le giornaliste ed i giornalisti che per garantire l’informazione mettono a rischio la propria vita. Grazie fratelli e sorelle per questo vostro servizio”. Così il Papa all’angelus ha voluto rendere omaggio a tutti i colleghi che sono impegnati sul campo per raccontare una guerra di cui stiamo vedendo poco.

Non c’è mai stata, infatti, guerra così poco raccontata attraverso le immagini. I video che arrivano dai vari fronti aperti sul territorio ucraino sono spesso estrapolati da quelli pubblicati da cittadini comuni sui canali social. Non conosciamo l’esatta entità delle perdite umane o dei bombardamenti sulle strutture strategiche oppure nelle città già assediate. Pochissime le immagini sulle battaglie in corso. Un’ involuzione nel racconto per immagini che sin dalla prima guerra in Iraq siamo stati abituati a scorrere nei vari telegiornali, quando conoscemmo la prima all news americana, la CNN, che con il suo inviato Peter Arnett trasmetteva i bombardamenti su Bagdad .

I giornalisti sono nel mirino sul terreno, lo abbiamo visto con l’attacco subìto dalla troupe di Ski news da parte dell’esercito russo. Ma anche al di fuori. Quindici anni di carcere sono previsti da una legge approvata velocemente dalla Duma a Mosca per chi parla di guerra e non di operazione militare, l’esatto contrario di ciò che Bergoglio ha detto all’angelus, “ in Ucraina c’è la guerra”. Abbiamo visto le chiusure delle TV, dei siti e blog indipendenti, l’oscuramento dei social, il ritiro dei corrispondenti da Mosca di tutte le principali testate mondiali, compresa la Rai. Abbiamo anche visto gli attacchi, fortunatamente verbali, a giornalisti, come al corrispondente da Mosca Marc Innaro, reo di aver allargato il campo della discussione per far comprendere come si sia arrivati al conflitto, non soltanto gli errori di chi ha tenuto rapporti con Putin negli anni, ma anche di chi ha inviato consiglieri militari ed armi in Ucraina.

Il ringraziamento del Pontefice a tutti i giornalisti invece va verso questa direzione, raccontare per informare. Anche i russi dovranno sapere cosa sia successo e cosa accade oggi. Il lavoro giornalistico sarà sempre più importante, tuttavia dovrà essere indipendente. Raccontare la realtà nel contesto in cui i fatti accadono e far intravedere eventuali scenari futuri, sarà la priorità. Dovremo però essere consapevoli che questo verrà osteggiato da chi ha interesse a non far evidenziare i propri fallimenti politici ed economici. Su ciò il giornalismo sarà sempre più sotto attacco. E tra le righe dei ringraziamenti di Bergoglio abbiamo letto anche questo.


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