Donne. Come mai. Atavismi: lato oscuro della femminilità

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Donne, plurale universale.
Mise en espace.
Di e con Laura Giordani.
Circuito del Teatro da Salotto – Milano

Già negli anni '60 Carmelo Bene aveva stravolto la scena, intesa letteralmente come luogo dove fare teatro. Fece fuori le quinte e usò le cantine per i suoi spettacoli. Anche a seguito della pandemia ha preso molto vigore il “Teatro da Salotto” un modo veramente alternativo per fare teatro. Creando un nuova interazione tra pubblico e spettacolo.
A Milano lo ha fatto Laura Giordani, perfettamente a suo agio in questa dimensione scenica, dopo tanti palcoscenici, interpretando anche le canzoni di Rosa Balistrieri ed il cinema con Emma Dante e Roberto Andò.
Quattro donne in scena, unica protagonista. Quattro punti cardinali di intendere l’essere donna, partendo dallo stesso inizio: la nascita. Per perdersi nelle mille sfaccettature dei popoli e dei linguaggi. Una canzone popolare turca, che parla d’amore, introduce il primo personaggio che in odio alla “maga asiatica” concepisce il delitto: Clitemnestra vendica la figlia e tutte le donne uccidendo Agamennone e la nuova concubina Cassandra. Una donna che ribalta il tema odierno del femminicidio.
Dalla tradizione epica si passa alla cronaca nera dell’Italia degli anni ’40. Il terribile caso della “Saponificatrice di Correggio” dove il plurimo delitto rappresenta l’aberrazione della società borghese, che delle forme esteriori fa una legge irrinunciabile, sino all’omicidio.
Con il terzo personaggio della “madre premurosa” si entra nel vivo della questione: gli atavismi che distruggono i rapporti madre/figlia e qualunque emancipazione delle donne, se sono oppresse dalla cultura ipocrita e piccolo borghese delle madri “anni ‘70”, ed oltre.
Alla fine lo spettacolo porge al pubblico una speranza. La “muratora” è una ragazza che riesce a fare della sua vita quello che vuole: una muratora, appunto. La speranza per l’emancipazione femminile, quella vera, può giungere soltanto se si supera la soffocante eredità trasmessa dalle madri conformiste, che si appoggiano proprio ai peggiori atavismi per crescere le figlie, ma soprattutto i figli che vogliono le proprie donne riproduzioni delle loro madri. Con tremendi effetti. Uno spettacolo forte, fascinoso e lieve, ma serio e calibrato nel messaggio. Letteralmente intrigante nella poliedricità delle interpretazioni, agevolate dalla perfetta inclinazione della bravissima Laura
Giordani a entrare perfettamente in ogni personaggio, persino negli accenti e nelle sfumature.
Caratteri sottolineati nei divertenti cambi di personaggio, che sono uno spettacolo nello spettacolo. Il pubblico resta incantato per più di un’ora, entrando nell’universo femminile tramite una strada inesplorata. Molto bene!


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